Google

Che ci piaccia o no, Google rappresenta qualcosa di importante nella storia.

Era un motore di ricerca per cercare e classificare la nascente internet ed ora è qualcosa così grande da non stare più dentro ad una sola società. Google è ora una parte di Alphabet, una holding che oltre a Google controlla tutti quegli altri progetti come la robotica o gli studi sulla longevità umana.

Tutto questo preambolo per dire che Google ha cambiato logo, usando quello che era stato visto nel logo Alphabet. Un’occasione per ripercorrere la storia di G.

5113 giorni dopo

Ero tornato a casa dopo un giorno e mezzo in ospedale. Dopo quattro ore di sonno e una doccia ero ripartito da casa con la felice consapevolezza che quel giorno, di quell’estate così calda, sarei diventato papà di un bambino o di una bambina.

Quando ho acceso la radio sapevo che quel momento sarebbe rimasto nella mia memoria.  Non ricordo la radio che lo trasmetteva ma il brano era questo. Sembra fatto apposta, ma è stato un caso.

Oggi sono passati quattordici anni da quel giorno in cui ci siamo incontrati nel corridoio di fronte alla sala operatoria. Lì ho scoperto che eri una bambina, che ti saresti chiamata Sara, il nome che io e  la mamma avevamo scelto per te se fossi stata una bambina.
Se fossi stata un maschio avresti avuto il nome dei nostri nonni, ma questa è un’altra storia. Come quella che se la mamma avesse avuto una gravidanza più tranquilla, forse un mese prima sarei stato insieme agli altri a Genova nei giorni del G8.

Quel fagottino di due chili e novecento grammi, che mi guardava dall’incubatrice ora è alta quasi come me. Ogni tanto mi fa arrabbiare, come fanno arrabbiare tutti i ragazzi della sua età, più o meno. Però tante volte mi rende orgoglioso, e forse non glielo mostro abbastanza.

Sara,

vorrei che tu fossi più sicura di te, delle tue capacità e della sua sensibilità. Vorrei che tu fossi più dolce con tua sorella. Vorrei vederti meno con quel telefono in mano davanti alla faccia ad ogni ora del giorno. Vorrei vederti serena, più spesso.

Vorrei che non crescessi così in fretta. Ma, ormai, è troppo tardi.

Il tuo babbo.

Cose che speri di non dover mai scrivere

When I’m Gone

Modalità provvisoria su Windows 10

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In ufficio sto testando Windows 10 sulla mia macchina per capire rapidamente quali problematiche risolvere.
Ho avuto necessità di entrare in modalità provvisoria e come su Windows 8 la cosa è complicata dal fatto che per ottimizzare la velocità di avvio, il tempo di attesa del sistema è praticamente nullo.

La cosa da fare è aprire cmd.exe, il prompt dei comandi di Windows, come amministratore e eseguire questo comando:

bcdedit /set {default} bootmenupolicy legacy

Potete controllare l’avvenuto cambiamento con il comando (da lanciare prima e dopo):

bcdedit /enum /v

In questo modo avrete qualche istante in più per premere a ripetizione il tasto F8 e accedere così al menù di scelta delle diverse modalità di avvio, compresa la modalità provvisoria.

Applicazioni dedicate al mondo dell’insegnamento e della scuola

Interessante nuova serie di video sul canale Google Developers, dedicato al mondo dell’insegnamento.

Google offre la propria suite di applicazioni in forma gratuita alle scuole, Google Classroom, ma non si limita a dare visibilità alle proprie soluzioni, ma anche a quelle che vengono sviluppate intorno al proprio ecosistema.

Nella prima puntata vengono segnalate una serie di applicazioni per la gestione degli assegnamenti di prove, quiz, questionari e successivo controllo e reportistica dei risultati degli studenti.

Mi è sembrata molto interessante l’ultima delle tre, Verso, che stimola la discussione tra studenti in forma anonima, in modo da premiare il contributo dello studente senza premiare simpatie o appartenenze di gruppo.

Sono tutte e tre disponibili per Android, iOS e Chrome.

Socrative

ExitTicket

Verso

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