Rincorse ed attese

Non so cosa possa girare nella mente di mio babbo.
Dai primi giorni di questo anno, esami su esami ad un ritmo molto veloce, sentirsi dire “se ne è accorto tardi” poi una volta accertato tutto, rimanere in attesa di essere chiamato per iniziare la terapia.
Arrivare a sera attendendo una telefonata che non è arrivata, sentire che non si può fare nulla da soli. Deve essere molto dura per una persona che nella sua vita ha imparato a fare tante cose da solo, oltre a far bene il suo mestiere.

L’attesa

Per quanto mi sia impegnato finora ad essere grande e responsabile, sento che tra poco sentirò su di me tutto il peso di un passaggio di consegne.
Spero vigliaccamente che tutto sia solamente un periodo difficile che si risolverà. E che tutto ritornerà ad essere come prima.

Invece la realtà delle cose, quelle che puoi sommare e da cui trarre conclusioni, è qui a dirmi che, in ogni caso, non tornerà come prima,  che forse ho perso tante occasioni per capire ancora tante cose da mio babbo.

Siamo qui ad aspettare, ognuno con il proprio carico di pensieri e il proprio ruolo che arrivi la telefonata che indicherà il giorno in cui tutto comincerà. Certo, una speranza è meglio della scomparsa fulminante, del vuoto di parole.
Mi tengo questa consolazione e penso che tutti gli altri problemi che sto affrontando siano qualcosa che posso risolvere.

Basta credere alla magia, alla fantasia e che dentro di me ci sia molta più forza di quella che abbia mai avuto.

The act of killing

theactofkillingPrendendo spunto da un articolo del Guardian, voglio raccontarti qualcosa su “The act of Killing“, un documentario sul genocidio in Indonesia avvenuto nel 1965, quando centinaia di migliaia di persone, alcuni dicono oltre un milione, facenti parte o vicine al partito comunista, sono state uccise dalle forze del nuovo presidente Suharto.

Mi ha colpito il fatto che su Wikipedia le pagine sul movimento 30 settembre, il fallito colpo di stato che ha portato al “new order” indonesiano e al genocidio avvenuto nel 1965-66 non siano tradotte in italiano. Se non ne sapete nulla, cominciate da lì.
Il documentario di Joshua Oppenheimer, presentato l’anno scorso al Toronto Film Festival (recensione), racconta questa storia dal punto di vista di chi faceva parte delle squadre della morte. Questo il trailer del documentario.

Sempre sul Guardian potete trovare una intervista all’autore.

Lee Marshall sul blog di Internazionale ha scritto, parlando del fatto che la società indonesiana a tutt’oggi non senta nessuna colpa per quello che è successo cinquant’anni fa, del metodo particolare usato dal regista per raccontare questa storia:

Ha fatto finta di essere un regista di fiction che vuole fare un film d’azione sugli eventi di quegli anni. E ha chiesto a due piccoli gangster di strada, vicini alle forze paramilitari responsabili di molti massacri, di interpretare se stessi. Da cui il titolo del documentario: in inglese, the act of killing significa sia “l’atto di uccidere” sia “la recita del massacro”.

Spero di poterlo vedere anche in Italia come merita, invece di dover passare da altre vie.

La caramella del tempo perduto

Sul canale Youtube della Morinaga, una importante ditta giapponese di dolciumi, si trovano le pubblicità di questa azienda dolciaria, ricette ed altri video inerenti i loro prodotti.

In occasione del centenario di uno dei loro prodotti, la caramella al latte Morinagaè stato pubblicato un piccolo anime realizzato dallo Studio 4℃: il titolo Hitotsubu ni Kawaranu Ai o Komete significa “Trasmettere il nostro incrollabile amore in un singolo morso” e gioca sul fatto che un sapore è in grado di riportarci indietro nel tempo, anche fino alla nostra infanzia.

Il fatto mi ha incuriosito perché in questo periodo in Italia è ripartito Carosello, remake di una trasmissione che è stato un pilastro storico della televisione e della pubblicità in Italia. Ovviamente non è possibile ricreare la particolarità di quel momento storico, ma questa è un’altra storia.

Guardatevi anche altre pubblicità sul canale Youtube della Morinaga. Alcune sono veramente esilaranti.

[via AnimeClick]