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Onde in giro per il mondo

Spero di essere tra i 100.000 che domani riceveranno un invito per fare un giro su Google Wave.

Che sfiga, lanciare questa fase di sviluppo proprio il giorno del nuovo tsunami alle Samoa. A volte le coincidenze sono proprio bastarde.

Pur con qualche dubbio, scommetto su Google Wave

wavelogoAlla Google I/O conference è stato presentato un nuovo progetto creato dagli stessi programmatori che qualche anno fa ci hanno regalato Google Maps.
Google Wave nasce con l’obiettivo di cambiare radicalmente il mondo della comunicazione sul web e in pratica sostituire l’email, sistema nato quando ancora non solo gli sms, gli istant messenger, i social network non esistevano, ma addirittura non esisteva il world wide web, cioè internet.
Entro quest’anno dovrebbe diventare pubblico ma intanto dal video di presentazione possiamo capire cosa ci attende.

Sinceramente dai primi screenshot mi sembrava una interfaccia che ampliava Gmail insieme a Google Talk e mi sembrava anche abbastanza complessa e lontana dallo stile minimalista di Google.
Poi ho visto il video di presentazione e devo dire di essere rimasto piacevolmente catturato, pur con diversi dubbi.
Innanzitutto il grande dubbio è che un sistema del genere, così “real time” sia troppo affamato di attenzioni: chi come me ha provato molti social network e diversi sistemi di comunicazione che provocano “dipendenza”, da Twitter a Friendfeed, può capire come il rischio di passare da uno strumento decisamente asincrono come l’email ad uno che invece permette anche di seguire l’altro utente in tempo reale mentre ci scrive, lettera per lettera (e non da invio a invio), sia quello di rendere la comunicazione certamente più veloce, forse più istintiva ed energica, ma meno riflessiva, meno filtrata, più frammentata pur se tenuta insieme.
Il secondo dubbio è come si gestisce la transizione dal sistema email a quello prospettato da Wave: a guardare il video sembra che l’email non faccia parte di questo sistema. Così per inviare una email ad esempio ad una casella di posta tipo info@provincia.vattelapesca.it dovrei aprire la mia pagina di Gmail e scrivere questa email al di fuori di Google Wave.

Gli aspetti che però mi hanno fatto pensare che tutto questo però potrebbe funzionare ed avere successo con buone probabilità sono due.

Sostituire l’email non sarà così difficile anche se non avverrà in tempi brevissimi. Penso che la transizione abbastanza indolore che gli utenti hanno vissuto, iniziando a comunicare attraverso i social network (penso a Facebook e a tutta la comunicazione che avviene internamente a quel network tra chat private, messaggi sulle bacheche, commenti e materiale pubblicato e condiviso) può far pensare che un sistema come Wave possa estendersi all’uso comune senza troppe difficoltà.

L’altro è quello della apertura che Google ha scelto di dare a questo progetto: poteva essere benissimo qualcosa di chiuso e limitato agli utenti di Google: invece questo sistema, che si basa sullo standard XMPP, sarà federato, verrà cioè permesso di creare un proprio Wave server, così come oggi si può installare un mail server su una propria macchina. Questo wave server potrà comunicare con il flusso pubblico degli altri server wave, pur mantenendo privati i messaggi interni (qui uno sguardo all’architettura del sistema di federazione di Google Wave).

Se poi uniamo a tutto questo il fatto che si tratta di una piattaforma estendibile, di un protocollo open source e di una piattaforma che verrà nella sua parte principale rilasciata gratuitamente, che richiamerà sicuramente molti sviluppatori esterni, penso che a Microsoft abbiano di che temere per il futuro del loro Sharepoint.