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MicroformatsOsservo da tempo la discussione sui microformats e quella più recente sulla portabilità dei social network, ovvero dei dati che inseriamo, e dei contatti che aggiungiamo ogni volta.

Ci vorrà ancora molto prima che si arrivi ad un sistema in grado di rompere questi piccoli giardini privati?
Gli esperimenti sono diversi e ne ho trovato uno interessante per scoprire quali microformats sono rintracciabili in alcuni social network come Twitter, Flickr, Linkedin, Pownce e altri.

Si tratta di un esperimento ma è interessante vedere cosa ne esce fuori..

Twitter..how much?Il mio primo contatto con Twitter fu poco dopo il suo primo rilascio, quando ancora si chiamava Twittr ed aveva un logo verdino e decisamente brutto: il primo giro non mi entusiasmò, non capivo allora a cosa potesse servirmi.

Poi, novembre dell’anno scorso, mi iscrissi nuovamente, dopo aver letto un twit tra i risultati di Google: una rapida ricerca e scoprii che qualche utente che conoscevo c’era e iniziai ad usarlo.
Qualche settimana dopo, di ritorno dalla vacanza in Olanda, ero già conscio del pericolo che Twitter era un sistema di comunicazione che poteva generare dipendenza, e aiutarti a non completare il tuo lavoro.

L’11 gennaio già ipotizzavo un Twitcamp, meditavo sull’uso di Twitter per creare delle flashmob sulla rete, iniziavo a pensare all’intervento da fare al RomeCamp insieme ad Antonella, che in realtà fu molto Twitter-style, condito di serendipity, distrazioni e interazioni: da lì in poi la twittersfera italiana è esplosa ed ormai i twit sono una compagnia costante della giornata, a parte quei momenti in cui si è costretti a spegnere tutto per riuscire a completare le proprie scadenze.

Veniamo al dunque. Chiedendo al servizio di Twitter quando sarà ripristinato il servizio notifiche via sms per Twitter (che tempi!) mi è stato risposto che stanno ancora discutendo con i vari operatori nazionali per la questione dei costi che la loro società deve sobbarcarsi, vista la diversità nei vari stati delle modalità di addebito degli sms.

La domanda che pongo a chi utilizza costantemente Twitter è: quanto sareste disposti a pagare per utilizzare questo sistema di comunicazione? Sareste disposti a ricevere in mezzo ai twit dei vostri contatti anche qualche messaggio pubblicitario, o paghereste
anche una cifra x all’anno per ricevere le notifiche via sms?
Ritenete sufficiente in mobilità la versione leggera (m.twitter.com) per leggere e inviare messaggi?

PownceHo una decina di inviti per provare Pownce, il sistema di messaggistica e non solo di Kevin Rose (you know Digg?) e Leah Culver.

Indicate la vostra email nei commenti: scrivetela con l’accortezza di separare gli elementi (nome @ dominio.it oppure nome at dominio.it). Non vorrei essere causa di ondate di spam nelle vostre caselle.

La comunità italiana sta lentamente crescendo, ci sono ancora molti problemi (come su Twitter del resto) ma potrebbe diventare interessante.
Comunque rimango “addicted to Twitter“.

Ultimamente si passa il tempo a provare social network, nella speranza, un pò compulsiva, di trovare uno strumento che si adatti alle nostre necessità (e a quelle degli altri, sennò che social network è??).
Ci si registra ovunque e ogni volta si passano giorni in inserimento dati, avatar, contatti, vedere se c’è qualche nostra conoscenza che sta utilizzando questo servizio: insomma la solita storia..

Ultimo in ordine cronologico è Pownce, un misto tra Twitter ed un “istant messenger che vuole fare il social network”: di fronte al moltiplicarsi delle piattaforme possibili da Twitter/Jaiku/Hictu/Pownce, a tutti i social network specifici, Last.fm per la musica, aNobii per i libri, etc, etc, l’unica possibilità al momento sembra quella di integrare il tutto in Facebook, possibilità che comunque non mi appassiona. Meglio Netvibes.

Ho trovato molto interessanti le riflessioni di Dave Winer, Marc Canter e Paolo Valdemarin su come in realtà i social network come Facebook o Twitter sono ancora pensati in buona parte per una utenza non professionale: Pownce con i suoi gruppi e il file sharing è quello che più si avvicina ad una possibile transizione del mondo professionale verso questo tipo di comunicazione.

L’ipotetico Ring (che a me come nome ricordava più il thriller giapponese che “il signore degli anelli”) è un qualcosa che in pratica queste tre persone potrebbero tranquillamente sviluppare, partendo da una base come quella di People Aggregator, e introducendo tante di quelle piccole idee che vengono al vulcanico Winer.

“Identities and social networks”, una riflessione che vi invito a recuperare. Vi ho lasciato alcuni link, da quelli risalite la corrente.

Così come per gli istant messenger si cercava di non integrare le varie reti in modo da tenersi stretti gli utenti, così sta succedendo nei social network, con l’unica eccezione di Twitter che vede molto del traffico sulla sua rete non passare direttamente dalle sue pagine, tra Twittermaps, client come Twitterrific o Twitteroo, Facebook o Netvibes.

Su Download|blog ormai rischio il linciaggio se scrivo più di un post al giorno su Twitter o Facebook: non è comunque colpa mia se in questo momento sono le cose che più interessano gli utenti.

Sembra che la società di Twitter sia più preoccupata a creare una grande base di utenti prima di pensare al famigerato “business model”..probabilmente si punta decisamente all’acquisizione da parte di uno dei tre grandi (G. Y. M.).
Addirittura si è parlato di Twitter in un incontro della NASA per comunicare gli sviluppi dei lavori per la stazione spaziale: sarebbe interessante sapere cosa fanno gli astronauti sulla stazione spaziale e forse li farebbe sentire meno soli nello spazio e più vicini a casa, sperando però che le distrazioni non siano poi fonte di errori e disastri irreversibili. :P (via CNet).

Sul fronte Facebook c’è chi dice che si è fatto tanto hype sulla nuova piattaforma e che il presunto effetto Facebook per quei servizi che hanno creato una applicazione per Facebook è stato possibile solo per i primi, visto che ora è stato eliminato quell’effetto “spam” della prima ora, con inviti a raffica dai propri contatti. Una bolla in formato mini, che per molti servizi potrebbe rivelarsi come una perdita di tempo.
Inoltre mi sono imbattuto in un vecchio link del Wall Street Journal che mi ricorda che Microsoft ha il monopolio sugli annunci pubblicitari su Facebook: questo aspetto deve essere tenuto in considerazione, proprio ora che Facebook è in forte ascesa e mira a diventare un hub di vari social network.

Ok, ora vado a scrivere qualcos’altro su Download|Blog. Non c’è un’altra notizia su Twitter? :P