La rivoluzione appassita (non è un post sulla scuola)

Versione 1
Come nelle migliori democrazie, dopo una iniziale decisione, la consultazione popolaren ha fatto sì che una decisione dura, presa dall’alto, venisse rovesciata dal popolo, forte dei propri numeri.

Versione 2
Come avviene per ogni rivoluzione non compiuta, sotto sotto, qualcuno prima a favore, lavora piano piano per riportare il tutto a com’era prima. I rivoluzionari sono posti in minoranza ed eliminati.

In sostanza, avevo inviato a Sky la disdetta per il pacchetto base (che ora hanno suddiviso in 5 micro pacchetti: news, telefilm, documentari, cartoni animati, musica), arrivato a costare ben 26 euro al mese.
Sara disperata (Sofia è troppo piccola per capire questa cosa che doveva avvenire nel futuro). La moglie, inizialmente a favore, ha poi fatto i conti con il palinsesto Rai-Mediaset-La7, dal quale si era decisamente disintossicata per un buon 90%.

Anche la televisione sembrava volerci lasciare. Ora prima di accendersi si comporta come una vecchia televisione a valvole, con tempi di accensione pari alla durata della pubblicità su Canale 5, righe colorate, raster a random, lampeggi e spegnimenti improvvisi (tutti negano di aver aggiornato il televisore a Windows Vista).

Sta di fatto che a due giorni dalla scadenza, dopo diversi attacchi telefonici, Sky e mia moglie l’hanno avuta vinta: ora siamo abbonati al minimo possibile (telefilm+bambini+l’obbligatorio news) con una promozione fino al 31 gennaio che mi permetterà la visione di cinema e sport (tanto non ho tempo per guardarli). Per la “modica” cifra di 15 euro.
Ho perso, ma almeno ho capito che devo segnarmi sul calendario la data della scadenza del contratto antecedente di un paio di mesi, così da inviare a Sky un’altra raccomandata di disdetta: se proprio non posso vincere questa guerra, almeno ci guadagno qualche bonus che con un normale rinnovo automatico non avrei.

P.S. perchè non scrivo un post sulla riforma Gelmini, sulla scuola, sul futuro scolastico delle mie figlie? Beh, ho già detto quello che pensavo in consiglio provinciale, e mi è bastato il mal di fegato.

Perché non abbonarsi a Sky

Stai pensando di abbonarti a Sky? Ti consiglio di non farlo, almeno non prima di aver letto cosa sarai costretto a fare per tornare sui tuoi passi.

Era settembre, anno 2005. Monica era ormai al termine della gravidanza e Sofia, tempo un mese, avrebbe aggiunto la sua voce ed i suoi pianti a quelli di Sara.
Se per me l’adsl era più che sufficiente a riempire i miei sprazzi di tempo libero, la mia famiglia era desiderosa di qualcosa di più del sempre più triste duopolio Rai-Mediaset.
Così approfitto di una promozione e mi abbono a Sky, pacchetto base: ci sono telefilm, news e documentari per me e mia moglie, cartoni animati senza pubblicità per Sara e in futuro per Sofia.
Non è una scelta a cuor leggero, non amo l’idea stessa di tv a pagamento. Dove sei BBC?

Dopo tre anni il giudizio è negativo. Un pacchetto base che arriva a costare 26 euro al mese per continue repliche di serie tv, certamente molte anteprime ma che non ne giustificano l’alto costo.
Niente film, niente sport (c’è giusto ESPN classic, Nuvolari e SportItalia). E d’estate, che di nuove serie tv non c’è che qualche pallida ombra, paghi sempre uguale.
Senza considerare che i vari aumenti per arrivare a 26 euro dai 19 iniziali non sono mai stati comunicati. Il rinnovo è tacito, ed il rinnovo è per un ulteriore anno (un anno significa che sei costretto a pagare fino alla scadenza del contratto).
Dell’ultimo aumento ne sono venuto a conoscenza in modo paradossale: Sky mi comunica che ci sono diverse diminuzioni di costo per chi vuole il decoder con hard disk o chi ha quello HD, tutti contenti, tutti pagano meno, a parte quelli che hanno l’abbonamento base. No, quello aumenta.

Quindi disdico. Cerco sul sito, ma dopo dieci minuti mi arrendo. Non c’è scritto da nessuna parte come fare per disdire l’abbonamento, neanche nella sezione cliente chiamata paradossalmente “fai da te”.
Telefono, chiedo informazioni per disdire l’abbonamento. Mi chiedono, se possono saperlo, il perché.
Rispondo che quello che mi viene offerto è veramente poco ma soprattutto costa ormai troppo.

Mi aspettavo almeno un tentativo di corruzione del tipo “ti regaliamo due mesi di abbonamento, quattro film di Fantozzi e il remake del Monnezza gratis. No? e se dico Hot Club ci ripensa?”. Niente. Mi passano una del settore commerciale che mi dice che devo inviare una raccomandata e poi riconsegnare il decoder ad un centro Sky. Mi dice soprattutto che dovrei pagare una penale per disdirlo anticipatamente.
Gli chiedo “non basta andare in un centro Sky per disdire e riconsegnare il decoder?”. Seee, ragazzo mio, qui siamo in Italia. Là vendono, se vuoi smettere di pagare, te la devi sudare.

La burla è che Sky lo paghi ogni mese, ma sei costretto a pagarlo fino al termine del contratto.
E a quanto sembra non c’è legge Bersani che tenga, il cliente ha sempre ragione finchè paga.
Sky chiama questa pratica “costo dell’operatore“. Un modo tutto italiano per “consigliarti” di tenerti l’abbonamento fino alla sua scadenza.

Oggi scriverò la raccomandata ed invierò anche il fax, come consiglia Matteo su disdireSky.

Quo vadis, baby? On the web

Quo vadis babyE’ interessante scoprire come i media tradizionali stanno scoprendo ed iniziando ad utilizzare i nuovi sistemi di comunicazione e veicolazione di contenuti che la rete offre.

Per Quo Vadis, Baby?, la nuova miniserie di Sky realizzata da Colorado Film, che andrà in onda nella primavera 2008 è stato creato tutto un percorso preparatorio fatto di un blog, un account Twitter, un profilo su MySpace (dove si trova anche un teaser della serie), un account su Flickr con delle belle foto di scena, senza contare gli altri piccoli particolari come il riferimento ad Anobii per il libro da cui è tratto il tutto o Flickster per il film.
Sul blog si possono trovare anche filmati, chiaramente caricati su YouTube, con dei dietro le quinte quelle registrazioni e commenti degli autori.

Si tratta di un approccio molto diversificato a cui però faccio una critica: la licenza che è stata attribuita ad esempio alle immagini, un copyright totale che male si accosta all’uso di strumenti sociali come questi.
Sia le fotografie e i contenuti del blog sono ora rilasciati sotto licenza creative commons. :)

Per la cronaca, Gabriele Salvatores ha girato le sei scene musicali che chiudono ogni episodio della serie. In una di queste Salvatores appare in una inedita versione chitarristica.

Viene da chiedersi ci sia stato il consulente di questo progetto.

P.S. no, non sono io :P