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Da un paio d’anni sto riflettendo su hardware e sistemi operativi molto più che in passato: il motivo è il desiderio di comprarmi un Mac, cosa che non è ancora diventata realtà in parte perché l’acquisto avrebbe minacciato il mio precario bilancio economico, ed in parte per la riflessione che ogni volta che ci penso riparte.

Ormai lavoro da tempo su sistemi Windows e a casa mi ritrovo poi a continuare ad utilizzare questo sistema operativo, anche per motivi di apprendimento, come nel caso di Vista, sistema operativo che utilizzo sul portatile sin dal rilascio: sul portatile il nuovo OS di casa Microsoft convive con una installazione di XP, che attende di essere ultimata e una installazione di Ubuntu, che uso un po’ per studiarlo, un po’ per una eventuale introduzione nella rete del luogo in cui lavoro.

Proprio questa configurazione mi fa spesso riflettere sul fatto che per buona parte del tempo “vivo” all’interno del browser, Firefox ovviamente, e che passare da Vista a Ubuntu non mi cambia granché per questo, visto che poi i due browser sono configurati in maniera identica.
Dopo aver fatto anche una prova di installazione di OSX, purtroppo senza riuscire a configurare la scheda di rete, mi sono chiesto per quale motivo acquistare ad esempio un Macbook, le cui caratteristiche tecniche sono pari a quelle di un portatile che costa almeno duecento euro di meno.

Sono state troppo rare le occasioni in cui ho potuto provare OSX, mai abbastanza per capire la differenza: un po’ come vedere una bella casa moderna, arredata con uno stile minimalista e con un gusto per il design di infrastrutture e arredi, fare un giro all’interno ma senza abitarci, senza poter capire se quello che consideri bello, di gusto, ha anche un valore aggiunto, qualcosa che sia realmente diverso da quello che lasci alle spalle.
Gli utilizzatori di Apple che conosco parlano di una esperienza di utilizzo sostanzialmente diversa: certamente se penso ai menù del pannello di controllo di Vista, nuovamente rivoluzionati dopo XP, mi rendo conto che alla Microsoft sanno bene come farsi odiare dai propri utenti.

L’aspetto emozionale, che comprende anche il piacere dell’occhio, ha sicuramente un aspetto rilevante in tutto questo, ma è difficile apprezzare quanto, indipendentemente dagli aspetti più propriamente tecnici.
Così ho buttato giù al volo queste righe, pensando che forse qualcun’altro si è posto le stesse domande e forse qualche risposta l’ha già trovata.