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Portabilità dei social network, un esperimento con i microformats

MicroformatsOsservo da tempo la discussione sui microformats e quella più recente sulla portabilità dei social network, ovvero dei dati che inseriamo, e dei contatti che aggiungiamo ogni volta.

Ci vorrà ancora molto prima che si arrivi ad un sistema in grado di rompere questi piccoli giardini privati?
Gli esperimenti sono diversi e ne ho trovato uno interessante per scoprire quali microformats sono rintracciabili in alcuni social network come Twitter, Flickr, Linkedin, Pownce e altri.

Si tratta di un esperimento ma è interessante vedere cosa ne esce fuori..

Inviti per Pownce

PownceHo una decina di inviti per provare Pownce, il sistema di messaggistica e non solo di Kevin Rose (you know Digg?) e Leah Culver.

Indicate la vostra email nei commenti: scrivetela con l’accortezza di separare gli elementi (nome @ dominio.it oppure nome at dominio.it). Non vorrei essere causa di ondate di spam nelle vostre caselle.

La comunità italiana sta lentamente crescendo, ci sono ancora molti problemi (come su Twitter del resto) ma potrebbe diventare interessante.
Comunque rimango “addicted to Twitter“.

Identità e social network

Ultimamente si passa il tempo a provare social network, nella speranza, un pò compulsiva, di trovare uno strumento che si adatti alle nostre necessità (e a quelle degli altri, sennò che social network è??).
Ci si registra ovunque e ogni volta si passano giorni in inserimento dati, avatar, contatti, vedere se c’è qualche nostra conoscenza che sta utilizzando questo servizio: insomma la solita storia..

Ultimo in ordine cronologico è Pownce, un misto tra Twitter ed un “istant messenger che vuole fare il social network”: di fronte al moltiplicarsi delle piattaforme possibili da Twitter/Jaiku/Hictu/Pownce, a tutti i social network specifici, Last.fm per la musica, aNobii per i libri, etc, etc, l’unica possibilità al momento sembra quella di integrare il tutto in Facebook, possibilità che comunque non mi appassiona. Meglio Netvibes.

Ho trovato molto interessanti le riflessioni di Dave Winer, Marc Canter e Paolo Valdemarin su come in realtà i social network come Facebook o Twitter sono ancora pensati in buona parte per una utenza non professionale: Pownce con i suoi gruppi e il file sharing è quello che più si avvicina ad una possibile transizione del mondo professionale verso questo tipo di comunicazione.

L’ipotetico Ring (che a me come nome ricordava più il thriller giapponese che “il signore degli anelli”) è un qualcosa che in pratica queste tre persone potrebbero tranquillamente sviluppare, partendo da una base come quella di People Aggregator, e introducendo tante di quelle piccole idee che vengono al vulcanico Winer.

“Identities and social networks”, una riflessione che vi invito a recuperare. Vi ho lasciato alcuni link, da quelli risalite la corrente.

Così come per gli istant messenger si cercava di non integrare le varie reti in modo da tenersi stretti gli utenti, così sta succedendo nei social network, con l’unica eccezione di Twitter che vede molto del traffico sulla sua rete non passare direttamente dalle sue pagine, tra Twittermaps, client come Twitterrific o Twitteroo, Facebook o Netvibes.