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C’è di che essere preoccupati ed invece la stragrande maggioranza degli italiani non ne sa un cazzo.

Compri un hard disk, una pendrive, un media center con hard disk, uno smartphone, una scheda di memoria, e paghi una tassa per ogni megabyte, in quanto si dà per scontato che userai quello spazio per memorizzare materiale coperto da copyright ottenuto illecitamente. Una tassa come risarcimento ai produttori musicali e cinematografici.

Ora la Federazione italiana degli editori chiede una mini tassa transitoria, “un caffè al mese” a chi naviga, perché informandosi sul web toglie risorse all’editoria.

foto di jeff wilcox

Transitoria come le tasse per la guerra in Abissinia o per il terremoto dell’Irpinia?
La follia è che se io utilizzassi internet solo per leggere siti in lingua inglese o francese, dovrei comunque dare dei soldi all’editoria italiana. La battuta sull’uso dei motori di ricerca di Malinconico è realmente triste e dimostra che non solo che non sia capace di leggere quanto dice ad esempio Murdoch, ma che non ha neanche mai usato Google News, che in pratica è una vetrina per i giornali online.

Fibra ottica quiOggi va tutto piano sulla rete, almeno per buona parte degli utenti che usa le reti Telecom.

Pare che qualcuno abbia tranciato qualche cavo con dentro tanta bella fibra di vetro su cui viaggiano tutti i nostri bit. Telecom Italia comunica di un paio di tagli di fibra in Francia e uno a Milano.. Alcune informazioni le trovate qui (grazie a Giulio Ardoino su Friendfeed).

L’ultimo aggiornamento parla di un problema che ha interessato non solo Italia e Francia ma anche Germania, Austria, Grecia ed altri paesi Europei. Sono stati interessate le linee di Telecom Italia, DTAG, T-Mobile e AT&T. DTAG ha cambiato il routing dall’Italia passando per la Svizzera, e questo problema di connettivita’ sembra essere risolto.

Neanche il vecchio US Robotics 56k avrebbe potuto fare qualcosa oggi.

Assolutamente da leggere il discorso fatto da Rodotà alla Camera, per l’apertura della Conferenza internazionale dell’Unione interparlamentare, riportato da Stefano Quintarelli.

Ha parlato di internet, copyright, open source, privacy, democrazia rappresentativa e democrazia diretta. Ha parlato anche di blog:

Oggi questo diritto è in pericolo per la pretesa di molti Stati di controllare Internet, per l’esercizio di veri poteri di censura, per le condanne di autori di quelle particolari comunicazioni in rete che sono i blog.

Se oggi avete poco tempo, stampatelo, appuntatevi il link, ma poi leggetelo.

In questi giorni sono online in maniera assidua, quasi a livelli di dipendenza: scrivere, ricercare informazioni, leggere documentazione, sperimentare soluzioni, partecipare a chat, comunicare, ripristinare sistemi operativi, perdersi dietro cento cose diverse e accorgersi che quel link ci ha portato a centinaia di chilometri di distanza.

Ad un certo punto capita di perdere completamente la cognizione del tempo: vecchia storia, dirà qualcuno, ma per chi davanti ad un computer ci lavora per tutto il benedetto giorno, ad un certo punto potrebbe arrivare anche il momento del rigetto.

Allora, meglio smettere. Perché sennò non sarà facile portare a casa quei pochi soldi che si prendono per questo lavoro, interessante, sì, ma logorante quanto una catena di montaggio.

Almeno a giudicare di come mi fa male da qualche giorno il gomito ed il polso destro.
Appunto, che cavolo ci sto a fare qui davanti?

P.S. il post è per me, un promemoria per ricordarmi di queste cose. Capisci?