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Solo per le donne

Dopo aver guardato con BlogBabel i vari post sul FemCamp vorrei lanciare una proposta.

Si è tenuta un paio di mesi fa la GirlsGeekDinner italiana, evento che, pur con qualche inserto promisquo, ha riunito alcune delle donne italiane che si occupano di tecnologia e internet e che hanno una “vita attiva” sul web.
Secondo me eventi di genere di questo tipo, come il FemCamp, necessitano di una “chiusura” alla parte maschile, o almeno per una parte di questi eventi: ad esempio potrebbero dividersi in una parte separata al mattino e poi maschi e femmine potrebbero ritrovarsi nel pomeriggio per affrontare i risultati degli incontri precedenti.
Dico questo perché credo che in questo modo si stimolerebbe maggiormente alla partecipazione questa parte abitata della rete.
Sbaglio?

Non ho più seguito l’esperienza americana di Blogher..quindi non so se può essere ancora un esempio valido.

Barcamp da tutto il mondo

Non sempre è possibile recarsi ai numerosi Barcamp che vengono realizzati in giro per l’Italia, per non parlare di quelli che si tengono in giro per il mondo.
Quello che rimane, oltre a una bella lista di post sui blog, sono i video che raccontano e documentano questi eventi sociali.

Provate a dare uno sguardo a questa aggregazione di video realizzata con SplashCast.

Mi piacerebbe che i prossimi barcamp avessero una maggiore copertura video, per ora affidata alla grinta di Robin Good che stoicamente tiene in piedi ore di diretta dai barcamp italiani con sempre maggior stile: vorrei canali separati per ogni sala, trasmessi in streaming con un servizio che permetta di vedere questi filmati anche successivamente (sì, parlo di Ustream.tv ma non solo..).
Ad oggi il solo barcamp di Roma ha avuto una copertura che attualmente rimane come una testimonianza, tra cui c’è anche quella presentazione scherzosa su Twitter fatta da me e Antonella che Dolmedia ha ripreso e messo online sul sito di Radio Radicale.

E poi ci vediamo su internet..

CitizenCamp..alla fine si chiacchieraVi aspettate un post su CitizenCamp?

E perché, per il semplice fatto che ci sono andato, condividendo il viaggio con Fullo, ho incontrato tante persone nuove e salutato vecchi e nuovi amici, e mi sono divertito fino alla sera tarda per le vie di Bologna?
Dite che dovrei almeno riportare qualcosa? In fondo, che fa un blogger che va a questi eventi? Torna a casa e scrive, se non l’ha fatto in diretta dal posto.

Dovrei, ma sinceramente l’aspetto che non è possibile riportare di queste giornate è proprio ciò che avviene: é strano incontrare di persona chi è stato per diverso tempo un mashup tra quello che scrive sul proprio blog, i commenti che fa su altri blog, i suoi messaggi su Twitter, le foto su Flickr, la musica su Last.fm, video, interessi, libri, consigli, pensieri, idee, riflessioni e preoccupazioni.

Con alcuni cominci a parlare e quasi ti dimentichi che non vi siete mai incontrati, cominci a parlare come con un amico che non vedi da tempo.

Chi è mancato al CitizenCamp è stato il pubblico, almeno nei grandi numeri, per cui questo evento era stato pensato: ma non è colpa di nessuno degli organizzatori.
Da tempo la partecipazione dei cittadini è stata disincentivata, disprezzata, dimenticata: i partiti politici, primi responsabili, hanno da tempo abbandonato questo fronte.
Altro che blogosfera, loro purtroppo, sono quelli da accusare di autoreferenzialità.

Per il resto in sintesi il mio CitizenCamp è stato: l’idrante di Gaspar, i pesci del devoniano di Mantellini e Morelli, la politica americana su internet di Sofi (e Antonella), iBaby, la neutralità della rete e la situazione italiana descritta da Quintarelli (grazie per l’impegno!), la chat su Skype e le twitterate durante i talk,il vodkasting di Mucio, Samuele, Estroversa, Elena, Luca Sartoni, Gioxx (stavo per metterlo senza link, mai scherzare con i vegetariani), Dema, Fullo e l’inossidabile JTheo.

Grazie ad Antonella, also known as svaroschi, per averci regalato questa bella giornata.

Il mio Romecamp

Piccolo riassunto di una giornata interessante, come ce ne dovrebbero essere più spesso. Ma non è forse questo il bello?

Innanzitutto il posto, il Linux Club era veramente bello, sono pure un pò invidioso.
Connessione buona per quasi tutta la giornata. Sono stato un pò sfortunato con i tempi per beccare qualcosa di più da mangiare, ma con tante cavallette sapevo che il “ben di dio” di San Lorenzo non sarebbe durato a lungo. Ottimo comunque il vino, un Refosco eccellente.

Non sono riuscito a seguire molte presentazioni, ma in compenso ho avuto il piacere di conoscere molte persone che seguo da diverso tempo: solo da quest’anno posso finalmente muovermi nei weekend (visto che non lavoro più in pizzeria) e quindi, grazie al barcamp romano ho conosciuto alcuni blogger che seguo da tempo ed altri che hanno fatto il loro ingresso nel mio aggregatore dopo questa giornata: in ordine caotico Jtheo, Luca Lorenzetti, Maurizio Pelizzone, Gaspar,Stefano Epifani (a cui va un ringraziamento particolare per avermi salvato riportandomi direttamente sotto la porta di casa), Antonio Sofi, Giovy, Luca Ajroldi, Antonio Tombolini, Antonella Beccaria…mi fermo qui sennò la lista è troppo lunga. Chi non c’è non se la prenda..mi ricordo di tutti voi.

e-books da SimplicissimusNella mattinata posso osservare da vicino gli ebook reader portati da Tombolini: bellissimi, ma per le mie finanze costano ancora troppo, prima di quello dovrò comprare un portatile, visto che quello che ho dovrò riconsegnarlo, ma ancora ho tempo. E poi, per fare un pò come la volpe,mi piacerebbe che si potesse mettere mano a quello che fanno questi dispositivi. Aspettiamo e vediamo.

Belle le discussioni sulla definizione del termine blog, la questione dell’autoreferenzialità: mi sono perso quelle su Web 2.0 in molteplici salse, quella di Robin Good, che spero di recuperare in audio o video, e sicuramente altre cose interessanti che erano nella lista.

Per il prossimo barcamp propongo di utilizzare una pagina web da consultare, o meglio ancora twitter, un rss, pony express, o megafoni, per sapere cosa sta per partire nelle altre sale.
Purtroppo per i continui ritardi nella scaletta il nostro intervento su Twitter è andato quasi in contemporanea (credo) con quello di Lele Dainesi, uno di quelli che volevo seguire.

Durante la presentazione, un pò preso dall’emozione credo di essermi ripetuto e non aver detto alcune cose necessarie sul funzionamento di Twitter. Addirittura vengo beccato da Maurizio in flagrante mentre parlo e intanto consulto i nuovi messaggi su Twitter che appaiono da Google Talk. Dimostrazione lampante che Twitter può ridurre la produttività. Dimostrazione migliore di una decina di slide. :-)

Antonella dal canto suo è stata invece impeccabile, e come era nelle nostre intenzioni, la presentazione si è trasformata in pochi minuti in una discussione in cui gli interventi si mischiavano alla nostra esposizione (vedi su Jtheo qualche commento): aspetto la registrazione di Radio Radicale per riascoltare i commenti di Antonio Sofi ed altri.

In attesa della cena abbiamo pensato bene di concederci una ulteriore sessione con Palmasco che ci ha mostrato come dare nuova vita alle fotografie in formato RAW grazie a Apple Aperture (uno dei motivi per cui passerei volentieri ad Apple): come sottolineava Andrea Beggi, è entusiasmante quando si vede una persona mostrarti la sua passione, e le foto di Palmasco parlano da sole.

Re-Un-conferencePoi è iniziata una discussione interessante, partita dalla recensione del Nokia E63 di SuzukiMaruti e sfociata in una discussione su giornalismo e indipendenza dei mezzi di comunicazione (vedi ancora Jtheo), sul fare Barcamp su due giorni, su Apple e le differenze con Microsoft (Gaspar sottolinea che “Apple ha clienti, Microsoft ha in buona parte utenti che la subiscono), su come Lele Dainesi segue i blog, stampando e conservando quello che ritiene interessante come documentazione per futuri articoli (nota: utilizza Opera in quanto stampa sul fondo pagina i link, che altrimenti andrebbero persi).
Nota a margine: questa discussione serale sottolinea come la struttura barcamp basata solo su presentazioni che si susseguono lascia forse poco spazio alla riflessione e alla discussione.
Potrei proporre tavole rotonde con interventi, ma visto che i numeri dei barcamp stanno aumentando, i piccoli gruppi sono una soluzione difficilmente adottabile. Servono altre modalità.

La cena finale è stata poi migliore della prima, in quanto era possibile parlare anche a qualche posto di distanza. Porzioni di cibo immense al Pastarito, astenersi quelli a dieta.

Un grazie finale a Fabio per averci riunito nella edizione romana di questo aggregatore umano che è il barcamp.
(foto cortesemente rubate a Luca Conti e Maurizio Pelizzone)

Rotta su Roma per il Barcamp

Tutto pronto o quasi per il Barcamp di Roma: stamattina innanzitutto ho perso il treno.
Partirò nel primo pomeriggio per raggiungere chi ospiterà me e mia moglie, per poi andare all’incontro della spagoraduno organizzato da 2spaghi.

Ancora non ho preparato le slide, intanto mi stamperò il wiki per promemoria, sperando che questo barcamp sia più fortunato sul fronte wifi.

Procrastinare e delegare, diceva il saggio.