Pirate Bay e le intercettazioni italiane: due pesi e due misure
Leggetevi il post di Matteo Flora su come la magistratura di Bergamo sta intercettando gli utenti italiani che cercano di accedere a Pirate Bay, e di come questi dati finiscano poi in mano della Pro-Music, la coalizione di organizzazioni e società del mondo del music business. Se lo chiede anche Brokep di Pirate Bay.
Chiedetevi poi perché in Italia non si può indagare e fare intercettazioni su un politico, di qualunque schieramento sia (una azione che può fare solo la magistratura deviata), ma si possono fare intercettazioni sulla navigazione dei cittadini italiani, bloccare siti, decidere dove possiamo andare su internet e dove no.
Qualcuno direbbe la Cina è vicina, io penso che molti governi occidentali aspirano ad avere lo stesso controllo che ha il governo cinese sulla popolazione, a limitare i diritti di chi lavora (basta pensare ai contratti nazionali, ai precari, ad esempio), a limitare cosa possiamo sapere e cosa possiamo fare della nostra vita: ci provano ma non possono fare tutto in una volta.
La Cina non è un paese comunista, ma il migliore dei paesi capitalisti: sbaglio?
[via Dario Salvelli]
Confusing words
Su Confusing Words si possono trovare oltre tremila parole, in lingua inglese, che vengono spesso confuse o perché molto simili o per errata conoscenza del significato. Utile per controllare, nel dubbio, se si sta usando la parola inglese corretta.
Mi chiedevo se esiste un sito del genere per l’Italiano, poi ho pensato che, ad usarlo più spesso, basterebbe già il DeMauro.
L’Italia blocca l’accesso alla baia dei pirati. Piratebay contrattacca
Il messaggio sul blog di Piratebay è inequivocabile e significa che si è aperto un nuovo fronte nella guerra del p2p.
We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.
This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way - so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.
La prima risposta al blocco dei provider internet italiani ordinata dall’IFPI all’accesso a Piratebay, la fonte più conosciuta di file torrent della rete, si chiama labaia.org, un cambio di indirizzo che permetterà inizialmente di poter ancora accedere a Piratebay.
In ogni caso il modo migliore è cambiare i propri DNS (impostandoli manualmente nelle connessioni del vostro computer o nel router) con quelli di OpenDNS, che bypasseranno i filtri del vostro provider internet.
Il post di Piratebay si conclude così:
We don’t want a censored internet! And the war starts here…
Il concorso dei concorsi
La megalomania è un elemento che contraddistingue questo governo di centrodestra, un po’ come i precedenti: questa volta sembra che, complice una opposizione inesistente, anche i ministri si stiano facendo coinvolgere da questa malattia professionale.
Sul sito del ministero della Pubblica Amministrazione c’è il bando di un concorso che è al limite della decenza per un paese ormai in caduta libera verso il fondo del baratro.
Esordisce così:
Da diverse settimane consultiamo tutti i quotidiani e le riviste in edicola alla ricerca di una qualsiasi vignetta che metta alla berlina il ministro Renato Brunetta e la sua politica di riforma della Pubblica Amministrazione. Invano. Abbiamo così deciso di rivolgerci al Paese per superare questa anomalia senza precedenti. Viene quindi aperto un pubblico concorso aperto a tutti i cittadini che vogliano finalmente disegnare una feroce vignetta satirica contro il ministro e le sue idee
Disclosure: Io lavoro come precario da oltre cinque anni in un Comune come sistemista informatico, sempre con la spada di Damocle di successivi rinnovi di contratto che arrivano ore prima della scadenza: prima con agenzie interinali e da un anno e mezzo con un contratto a tempo determinato.
Caro Ministro, ma vaffanculo.
Costruire un Mac a casa come l’amico di mio cugino
Un amico di mio cugino mi ha detto “mi sono fatto un Mac” e uno pensa che ha tirato fuori dalle tasche un migliaio di euro o forse più e si è comprato qualcosa di plastica bianca (o alluminio e vetro) con una mela morsicata stampigliata sopra.
E invece è un normale pc, su cui funzionano anche Vista e Ubuntu.
Così gli chiedo “da dove sei partito?”. Subito parte e mi dice osx86project.org, dove tutte le informazioni sul fenomeno Hackintosh hanno la loro base: forum (anche in italiano), un wiki che cerca di raccogliere le diverse informazioni in forma organica, un blog sulle ultime novità.
Mi rivela che dopo diverso tempo speso tra le pagine di questo sito ha preso la sua decisione e ha acquistato l’hardware che riteneva più adatto alle proprie necessità e, soprattutto, maggiormente compatibile con il sistema operativo di Apple.
Il suo Hackintosh è basato su una scheda Asus P5K-E Wifi, compatibile con i nuovi processori Intel a 45nm, con un modulo wireless integrato e tante caratteristiche avanzate. Insaziabile gli ha abbinato un processore Intel Core 2 Quad Q6600 2.4Ghz e due banchi di memoria da 2GB l’uno (qui ha un po’ risparmiato scegliendo memorie Kingston); una scheda video basata su nVidia 8400GT, un disco e un masterizzatore Serial Ata completano il piccolo mostro racchiuso in un case CoolerMaster.
“E quali operazioni sono state necessarie per installare OSX?” gli chiedo per andare velocemente al sodo.
Continua a leggere.. »


