Archivi categoria: Varie

Rincorse ed attese

Non so cosa possa girare nella mente di mio babbo.
Dai primi giorni di questo anno, esami su esami ad un ritmo molto veloce, sentirsi dire “se ne è accorto tardi” poi una volta accertato tutto, rimanere in attesa di essere chiamato per iniziare la terapia.
Arrivare a sera attendendo una telefonata che non è arrivata, sentire che non si può fare nulla da soli. Deve essere molto dura per una persona che nella sua vita ha imparato a fare tante cose da solo, oltre a far bene il suo mestiere.

L’attesa

Per quanto mi sia impegnato finora ad essere grande e responsabile, sento che tra poco sentirò su di me tutto il peso di un passaggio di consegne.
Spero vigliaccamente che tutto sia solamente un periodo difficile che si risolverà. E che tutto ritornerà ad essere come prima.

Invece la realtà delle cose, quelle che puoi sommare e da cui trarre conclusioni, è qui a dirmi che, in ogni caso, non tornerà come prima,  che forse ho perso tante occasioni per capire ancora tante cose da mio babbo.

Siamo qui ad aspettare, ognuno con il proprio carico di pensieri e il proprio ruolo che arrivi la telefonata che indicherà il giorno in cui tutto comincerà. Certo, una speranza è meglio della scomparsa fulminante, del vuoto di parole.
Mi tengo questa consolazione e penso che tutti gli altri problemi che sto affrontando siano qualcosa che posso risolvere.

Basta credere alla magia, alla fantasia e che dentro di me ci sia molta più forza di quella che abbia mai avuto.

Il pulcino denuncia la gallina per violazione del brevetto sull’uovo

Mercedes 35PSTutta questa diatriba di brevetti tra Apple e Samsung, con la prima che denuncia la seconda in tribunale per aver copiato l’iPhone e l’iPad, tutte queste controquerele su chi ha copiato chi, è una merdata figlia del nostro tempo.

Vi immaginate Fiat o Wolkswagen denunciate da Mercedes, perchè nel 1901 costruì la Mercedes 35PS, la prima auto che non assomigliava ad una carrozza?

Nove mesi

Sono alla biblioteca di Misano. Ho portato Sofia ad un progetto estivo per aiutarla a focalizzare la sua attenzione su un singolo compito: il suo cervello probabilmente si annoia a fare quello che insegnano a scuola, cose che lei impara al volo e cerca così nuovi stimoli.

Torno qui in questa biblioteca dopo nove mesi. Quando ero venuto qui l’ultima volta, avevo portato Sara e Sofia ad assistere ad una lettura recitata per bambini.
Avevo già scritto un post sulla morte di Marco Simoncelli e di come appresi la notizia proprio in questa biblioteca.
Oggi che invece del vento freddo della fine di ottobre c’è un garbino infuocato: ho rinunciato all’aria condizionata e sono uscito in giardino, da dove ascolto il rumore di auto a otto cilindri a v che girano nel circuito ora intitolato a Marco.
Questa zona d’Italia e fortemente legata ai motori. La generazione di mio padre ha pianto Pasolini, non lo scrittore e regista, ma il motociclista riminese Renzo Pasolini, morto insieme a Jarno Saarinen a Monza il 20 maggio 1973, che è poi l’anno in cui sono nato.
La mia generazione ricorda in tenera età la scomparsa di tanti piloti: Villeneuve, Paletti, Bellof, De Angelis, Alboreto, Senna, Ratzenberger, Toivonen, Katoh, Tomizawa (ne dimentico sicuramente tanti e meno famosi).
La morte di Marco è qualcosa di simile a quella di Villeneuve, probabilmente più forte ancora, perché tutti aspettavamo la grande e certa consacrazione di un grandissimo motociclista.
Ci rimane il vuoto che ha lasciato, un sorriso grande e sincero, un ragazzo della Romagna ruspante con un amore per i motori e la velocità che anche la certezza di poter andare incontro alla morte non avrebbe scalfito.
E ora di rientrare a prendere Sofia, in questa bella biblioteca che rimarrà per me sempre legata a quel ricordo.