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	<title>Disordine.com - il blog di Cristian Conti &#187; Articoli</title>
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		<title>&#8220;Non adornata da alcun disegno&#8221; rinasce su Twitter</title>
		<link>http://www.disordine.com/2008/06/15/non-adornata-da-alcun-disegno-rinasce-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 23:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian</dc:creator>
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		<category><![CDATA[riboli]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono contrastanti le reazioni degli utenti che utilizzano Twitter, il servizio di microblogging che sta vivendo un periodo molto difficile, schiacciato sotto il peso del suo successo. Di fronte alle continue interruzioni del servizio o del suo funzionamento a metà (l&#8217;utilizzo di Twitter via IM è ancora a singhiozzo) molti stanno migrando verso altri servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sono contrastanti le reazioni degli utenti che utilizzano Twitter, il servizio di microblogging che sta vivendo un periodo molto difficile, schiacciato sotto il peso del suo successo.</p>
<p>Di fronte alle continue interruzioni del servizio o del suo funzionamento a metà (l&#8217;utilizzo di Twitter via IM è ancora a singhiozzo) molti stanno migrando verso altri servizi dello stesso genere: da Jaiku, acquisito poco tempo fa da Google a Pownce, realizzato da Leah Culver sotto l&#8217;ala protettrice di Kevin Rose di Digg, fino a Plurk, l&#8217;ultimo della covata dei &#8220;wannabe twitter&#8221;, che sviluppa la sua interfaccia in modo molto diverso.</p>
<p>Twitter però è riuscito a conquistare un status molto particolare e nessun concorrente è stato finora in grado di riprodurre la semplicità di questo servizio e soprattutto a prenderne il posto: neanche Google è riuscito, comprando Jaiku, a rendere quest&#8217;ultimo un anti-Twitter.</p>
<p>C&#8217;è anche chi, in un periodo di sofferenza del servizio, pensa di usarlo per riprodurre in versione di micro pillole digitali un&#8217;opera che era nata come sperimentazione elettronica.</p>
<p>Tutto questo preambolo è appunto per parlarvi della Twitter suite di &#8220;Non Adornata Da Alcun Disegno&#8221;, spettacolo teatrale creato sul finire degli anni ottanta da Davide Riboli (che su Twitter trovate come <a href="http://www.twitter.com/Homitsu">Homitsu</a>) e prodotto da Carmelo Bene: quella che fu &#8220;un cut-up musicale, elettrico ed elettronico&#8221; molto innovativo per quegli anni, verrà ripubblicato sotto forma di microblog in ordine cronologico inverso, in modo che alla fine sarà poi possibile leggerlo nell&#8217;ordine originale. L&#8217;ordine comunque non pare essere importante, visto che si tratta di un testo realizzato in puro stile Burroughts, un cut-up che quindi potrebbe essere letto in qualsiasi ordine.</p>
<p>Devo dire che non conoscendo il testo e l&#8217;opera originaria, il <a href="http://riboli.blogspot.com/2008/06/non-adornata-da-alcun-disegno-twitter.html">post di Davide</a> mi ha incuriosito parecchio e subito alcune rotelle hanno cominciato a girare, cercando di immaginare come fosse stato realizzato.</p>
<p>Quando ho letto &#8220;una voce base insieme ad altre voci tra loro intrecciate&#8221; e &#8220;partitura per nastro magnetico, luci e voce&#8221; ho pensato a Steve Reich e a qualche esperimento fatto nei Pornography. Sarà l&#8217;ora tarda..</p>
<p>La Twitter suite di &#8220;Non adornata da alcun disegno&#8221; partirà il 20 giugno: per seguirla basterà aggiungere l&#8217;utente <a href="https://twitter.com/NonAdornata">NonAdornata</a> sul vostro account di Twitter.</p>
<p>Infine, Davide, quando ci vediamo per quella birra?</p>
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		<title>Sacco e Vanzetti</title>
		<link>http://www.disordine.com/2005/11/14/sacco-e-vanzetti/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2005 01:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che strano. Su Canale 5 ti ritrovi la domenica sera, oltretutto una domenica in cui il campionato di calcio non gioca, un film in due puntate su Sacco e Vanzetti, raccontato con diversi rimandi ai giorni d&#8217;oggi, interpretato con maestria da Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini. A volte mi chiedo se certe cose succedono per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><img src='/wp-content/FLIsaccovanzetti.gif' alt='Sacco e Vanzetti'  align="left" border="0"/>Che strano.</p>
<p>Su Canale 5 ti ritrovi la domenica sera, oltretutto una domenica in cui il campionato di calcio non gioca, un film in due puntate su Sacco e Vanzetti, raccontato con diversi rimandi ai giorni d&#8217;oggi, interpretato con maestria da Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini.</p>
<p>A volte mi chiedo se certe cose succedono per compensare certe altre schifezze e &#8220;malefatte&#8221; televisive oppure ogni tanto qualcosa sfugge: in fondo chi sa al giorno d&#8217;oggi chi sono Sacco e Vanzetti?</p>
<p>Se non lo sapete cominciate da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacco_e_Vanzetti">Wikipedia</a>.</p>
<p>N.B. Il poster qui a fianco l&#8217;ho preso da <a href="http://www.cinemaposter.com/index.html">CinemaPoster</a> che contiene poster da tutto il mondo.</p>
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		<title>Fosfori bianchi americani su Falluja</title>
		<link>http://www.disordine.com/2005/11/11/fosfori-bianchi-americani-su-falluja/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2005 13:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendo un post di Fullo che segnala un link al filmato sull&#8217;uso di fosfori bianchi da parte dell&#8217;esercito americano su Falluja. Queste persone sono quelle che portano la democrazia e la libertà nel mondo: c&#8217;è di che essere fieri di essere amici loro. Link: FulloBlog &#8211; Americani ed armi chimiche Link: articolo &#8211; Video &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Riprendo un post di Fullo che segnala un link al filmato sull&#8217;uso di fosfori bianchi da parte dell&#8217;esercito americano su Falluja.</p>
<p>Queste persone sono quelle che portano la democrazia e la libertà nel mondo: c&#8217;è di che essere fieri di essere amici loro.</p>
<p>Link: <a href="http://www.fullo.net/blog/archives/2005/11/11/americani-ed-armi-chimiche/">FulloBlog &#8211; Americani ed armi chimiche</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/">articolo</a> &#8211; <a href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/video/fallujah_ITA.wmv">Video</a> &#8211; <a href="ed2k://|file|doc-itaFallujah.la.strage.nascosta.(molpurgo).avi|205418496|D69DAF53342E136220E8683EC1A3180F|/">SatRip ed2k</a> da RaiNews24</p>
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		<title>Il miglior strumento per un blog?</title>
		<link>http://www.disordine.com/2005/07/18/il-miglior-strumento-per-un-blog/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2005 07:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tramite del.icio.us ho trovato una tabella, compendio di un articolo della USC Annenberg Online Journalism Review, che confronta alcune piattaforme per blogging. Il confronto è tra Blogger, TypePad Basic, TypePad Plus, TypePad Pro, Blogware, WordPress e Movable Type. Non comprende tante altre piattaforme ma può essere un punto di partenza per confrontare i diversi aspetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Tramite <a href="http://del.icio.us">del.icio.us</a> ho trovato una <a href="http://www.ojr.org/ojr/images/blog_software_comparison.cfm">tabella</a>, compendio di un <a href="http://www.ojr.org/ojr/stories/050714gardner/">articolo</a> della <a href="http://www.ojr.org/">USC Annenberg Online Journalism Review</a>, che confronta alcune piattaforme per blogging.</p>
<p>Il confronto è tra Blogger, TypePad Basic, TypePad Plus, TypePad Pro, Blogware, WordPress e Movable Type. Non comprende tante altre piattaforme ma può essere un punto di partenza per confrontare i diversi aspetti presi in considerazione, sulle altre.</p>
<p><a href="http://www.wordpress.org">WordPress</a> mi sembra quello che ne esce meglio.</p>
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		<title>CommonStreaming e internet sui massmedia</title>
		<link>http://www.disordine.com/2005/07/09/commonstreaming-e-internet-sui-massmedia/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2005 16:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi pomeriggio riflettendo sulla proposta di Marco Montemagno sul blog di Pianeta Internet di fare una &#8220;tavola hi-tech&#8221; per discutere su come costruire la scaletta della trasmissione ho avuto due pensieri che ora cercherò di sviluppare. Il primo è un sistema per lo streaming condiviso (un sistema che non so se esiste o se qualcuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Oggi pomeriggio riflettendo sulla proposta di Marco Montemagno sul blog di <a href="http://skytg24.blogs.com/sky_tg24_pianeta_internet/">Pianeta Internet</a> di fare una &#8220;tavola hi-tech&#8221; per discutere su come costruire la scaletta della trasmissione ho avuto due pensieri che ora cercherò di sviluppare.<br />
Il primo è un sistema per lo streaming condiviso (un sistema che non so se esiste o se qualcuno ha mai pensato di realizzare). L&#8217;altro è la presenza di internet e delle nuove tecnologie come argomento sui massmedia.</p>
<p>Allora iniziamo.<br />
<span id="more-28"></span><br />
Oggi l&#8217;argomento sulla bocca di molti che l&#8217;hanno scoperto solo ora che <a href="http://www.apple.com/it/">Apple</a> lo ha integrato sul suo <a href="http://www.apple.com/it/itunes/">iTunes</a> è il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Podcasting">Podcasting</a>: una tecnologia per distribuire contenuti audio e video grazie alla sincronizzazione possibile tramite i feed rss. E&#8217; possibile con il Podcasting creare una sorta di radio o tv in differita (anche di pochissimi minuti).<br />
Uno dei limiti iniziali è quello della banda disponibile per il download: se si crea un podcast molto popolare occorrerà spendere tanti bei soldini per permettere una velocità decente agli utenti che vogliono appunto scaricarlo; è arrivato così in soccorso <a href="http://www.bittorrent.com/">BitTorrent</a> che permette di alleviare il primo distributore dei picchi di scarico iniziale che avvengono soprattutto perchè tramite gli aggregatori di feed lo scaricamento è praticamente immediato appena il contenuto è reso disponibile.<br />
Lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Streaming_media">streaming</a> invece permette anche la diretta di una eventuale trasmissione audio (o anche video, i problemi semplicemente aumentano): anche qui il problema della banda limita le possibilità, cioè se abbiamo più di due persone che ascoltano la nostra trasmissione avremo bisogno di acquistare dal nostro provider una capacità di upload maggiore (e costa parecchio!).<br />
Ragionavo sulla proposta di Montemagno di fare dei meeting su skype per discutere della scaletta della sua trasmissione: come superare il limite di cinque utenti e permettere a tutti di partecipare in qualche modo?<br />
Occorrerebbe, ecco qui l&#8217;idea, un sistema per realizzare uno streaming che si propaga attraverso chi lo riceve: per esempio A,B,C,D realizzano un meeting su skype, discutendo tra di loro e seguendo una chat a cui partecipano tutti, e A,B,C,D possono usare i commenti che vengono dalla chat nella loro discussione. Chi segue lo streaming non solo utilizza la propria capacità di download ma mette a disposizione la propria capacità di upload in un rapporto 1:1 con un&#8217;altro utente.<br />
In questo modo è possibile realizzare uno streaming a catena senza appesantire il realizzatore della trasmissione che non ha bisogno di costi esagerati per le infrastrutture: se un anello della catena viene a mancare, il suo posto verrà occupato da chi scaricava da lui (il protocollo dovrebbe essere a conoscenza dei vari punti della catena per evitare dei &#8220;buchi&#8221; nello streaming).<br />
La mia domanda è: ma esiste già un sistema simile? e soprattutto è vantaggioso?<br />
Naturalmente chi dovesse leggere questo post e sia in grado, diversamente da me, di realizzare questa tecnologia, dovrebbe far sì che sia gratuita, nello spirito delle Creative Commons, per permettere a tutti di fare comunicazione a bassissimo costo.</p>
<p>Il secondo punto che volevo affrontare è la presenza di internet e delle nuove tecnologie informatiche sui mass media: sui quotidiani se ne parla solo se si tratta di pirateria, mentre la televisione è troppo tv-centrica, si parla addosso non rendendosi conto che la rete non è in grado di sostituirla come media solo perchè permette una visione passiva, che va bene a chi non sa usare  un pc.<br />
Ci aveva provato la Rai con MediaMente a fare una trasmissione su internet e l&#8217;informatica (ricordo il periodo della &#8220;guerra&#8221; dei browser&#8221;, della scoperta di internet e delle sue potenzialità ancora primordiali ma già tanto affascinanti), con interviste interessanti e approfondimenti e rubriche di alfabetizzazione informatica, con linguaggi molto semplici, sfruttando il concetto nato in quel periodo di multimedialità.<br />
Dopo il grande Massarini la televisione si è dimenticata di una grande fetta di telespettatori che erano interessati a quel settore, lasciandoli soli nella propria navigazione web e nella ricerca di contenuti.<br />
Oggi forse non ne abbiamo più bisogno: grazie alla banda larga possiamo guardarci interviste in video, filmati, leggere una quantità infinita di notizie.<br />
Eppure l&#8217;interesse che sta suscitando una trasmissione come <a href="http://skytg24.blogs.com/sky_tg24_pianeta_internet/">Pianeta Internet</a> mi fa pensare che una striscia quotidiana o una puntata più lunga avrebbe molto seguito (consideriamo poi che per vedere Pianeta Internet occorre la parabola).<br />
Aprendo un giornale mi farebbe molto piacere se ci fosse scritta anche qualche notizia sulla rete, qualche intervista. Una piccola trasmissione che si occupi di informatica: in fondo una grande percentuale di persone ha a che fare con i computer ogni giorno.<br />
Chiedo troppo o dobbiamo lasciare questi media al loro destino?</p>
<p><em>Devo fare una correzione: una striscia quotidiana su internet e nuove tecnologie c&#8217;è: si tratta di 2024, trasmissione radio di <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/">Radio24</a>, in onda ogni giorno alle 14 (non va in onda nel periodo estivo) a cura di Enrico Pagliarini. Trasmissione che è possibile ascoltare anche in formato RealAudio dal sito di Radio24, dove è possibile trovare gli archivi delle trasmissioni precedenti.</em></p>
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		<title>Lo switch del secolo</title>
		<link>http://www.disordine.com/2005/06/09/lo-switch-del-secolo/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2005 14:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da sempre il sito Apple propone agli utenti Windows il passaggio (switch) a Macintosh, da sempre ritenuto più performante e sicuro dei sistemi basati su sistema Microsoft. La grande notizia uscita (e che aleggiava nell&#8217;aria da un paio di settimane) dalla riunione degli sviluppatori Apple di tutto il mondo è a dir poco scioccante: dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Da sempre il sito Apple propone agli utenti Windows il passaggio (switch) a Macintosh, da sempre ritenuto più performante e sicuro dei sistemi basati su sistema Microsoft.<br />
La grande notizia uscita (e che aleggiava nell&#8217;aria da un paio di settimane) dalla riunione degli sviluppatori Apple di tutto il mondo è a dir poco scioccante: dal 2006 Apple inizierà a distribuire sistemi basati su processori Intel e completare tale transizione nel 2007.<span id="more-21"></span><br />
A quanto pare il problema che ha portato il divorzio da IBM è stata l&#8217;incapacità di produrre un processore adeguato in termini di dispendio energetico per i portatili, da sempre un fiore all&#8217;occhiello per la casa della mela: è indubbio che chi usa Mac per qualcosa in più di Internet e posta elettronica,   doveva abbandonare l&#8217;idea di utilizzare un Powerbook in quanto il processore G4 era nettamente inferiore al G5 installato sulle versioni desktop (che disponevano anche di una versione a doppio processore). Abbiniamo poi questa scarsa potenza (e quindi l&#8217;incapacità di avere alte prestazioni con software sempre più voraci) al costo nettamente più alto rispetto a portalili basati su processori x86 (Intel e AMD) e possiamo capire che in un mercato dove le vendite di portatili hanno superato i desktop, Apple era in situazione di difficoltà.<br />
Strano che Apple abbandoni IBM proprio nel momento in cui questa ha prodotto il nuovo rivoluzionario processore Cell per la nuova Playstation 3: Jobs ha detto che OS X, il sistema operativo di Apple arrivato alla quarta edizione (Tiger) è da sempre stato pensato per funzionare anche su processori x86, con un progetto parallelo che ha sempre seguito lo sviluppo delle nuove versioni.<br />
Sapremo qualcosa di più nei prossimi mesi, quando anche gli utenti Mac avranno in parte digerito questa notizia per loro epocale: erano prima passati dai processori Motorola ai PowerPC di IBM, poi dal MacOS 9 allo scintillante OS X. Per anni dicevano che i sistemi Apple erano più performanti e soprattutto meno affamati di watt (e quindi scaldavano meno): ora sono costretti a cambiare perchè IBM non è più in grado di mantenerli in questa posizione di leadership.. beh per una azienda che produce il 9% dei pc presenti sulla terra.<br />
Jobs ha detto che non sarà possibile usare OS X su sistemi basati su Intel non Apple: beh.. io sto usando da un pò di giorni PearPC, un emulatore in grado di far girare OSX 10.3 su un Athlon 2400+ che viene visto come un G3. E parlo di un emulatore.<br />
Quante poche righe di codice occorrerà cambiare per mettere OS X su un normale PC?<br />
Ciao ciao Bill.</p>
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		<title>La globalizzazione collassa?</title>
		<link>http://www.disordine.com/2005/04/12/la-globalizzazione-collassa/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2005 12:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato grazie a Warren Ellis, un interessante articolo (o meglio l&#8217;inizio di un articolo) di Niall Ferguson, professore di Storia all&#8217;università di Harvard. Vi traduco il sommario. Puo la globalizzazione collassare? Può sembrare oggi improbabile. Tuttavia malgrado molti avvertimenti, la gente rimase scioccata l&#8217;ultima volta che la &#8220;globalizzazione&#8221; si sbriciolò, con la carneficina della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ho trovato grazie a <a href="http://www.warrenellis.com">Warren Ellis</a>, un interessante <a href="http://www.foreignaffairs.org/20050301faessay84207/niall-ferguson/sinking-globalization.html">articolo</a> (o meglio l&#8217;inizio di un articolo) di  <a href="http://www.foreignaffairs.org/20050301faessay84207/niall-ferguson/sinking-globalization.html">Niall Ferguson</a>, professore di Storia all&#8217;università di  Harvard. Vi traduco il sommario.</p>
<p>Puo la globalizzazione collassare? Può sembrare oggi improbabile.<br />
Tuttavia malgrado molti avvertimenti, la gente rimase scioccata l&#8217;ultima volta che la &#8220;globalizzazione&#8221; si sbriciolò, con la carneficina della prima guerra mondiale.<br />
Come oggi, quel periodo era contrassegnato da dominio imperiale, rivalità tra le grandi potenze, alleanze instabili, regimi &#8220;canaglia&#8221; ed organizzazioni terroristiche.<br />
Ed il mondo oggi non è meglio preparato per la calamità.</p>
<p><a href="http://www.foreignaffairs.org/20050301faessay84207/niall-ferguson/sinking-globalization.html">Testo in inglese.</a></p>
]]></content:encoded>
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