Un altro caffè. Amaro.

C’è di che essere preoccupati ed invece la stragrande maggioranza degli italiani non ne sa un cazzo.

Compri un hard disk, una pendrive, un media center con hard disk, uno smartphone, una scheda di memoria, e paghi una tassa per ogni megabyte, in quanto si dà per scontato che userai quello spazio per memorizzare materiale coperto da copyright ottenuto illecitamente. Una tassa come risarcimento ai produttori musicali e cinematografici.

Ora la Federazione italiana degli editori chiede una mini tassa transitoria, “un caffè al mese” a chi naviga, perché informandosi sul web toglie risorse all’editoria.

foto di jeff wilcox

Transitoria come le tasse per la guerra in Abissinia o per il terremoto dell’Irpinia?
La follia è che se io utilizzassi internet solo per leggere siti in lingua inglese o francese, dovrei comunque dare dei soldi all’editoria italiana. La battuta sull’uso dei motori di ricerca di Malinconico è realmente triste e dimostra che non solo che non sia capace di leggere quanto dice ad esempio Murdoch, ma che non ha neanche mai usato Google News, che in pratica è una vetrina per i giornali online.

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