A volte certe cose sono nell’aria e dal contenuto dei commenti al post di Andrea di oggi, noto di essere in buona compagnia.
Da tempo anch’io trovo “disagio” di fronte al bombardamento di stimoli che la classica homepage può provocare.
La ricerca di layout in grado di mettere in prima pagina tutta una serie di contenuti recenti, per dare visibilità a tutti gli argomenti che vengono trattati, porta talvolta ad un sincero spaesamento.

Ho pensato a come siamo arrivati qui.
I giornali hanno la loro prima pagina: qui troviamo tutta una serie di notizie in evidenza, che rimandano poi alle pagine interne, ma almeno che una di queste notizie non ci catturi particolarmente, seguiamo un ordine progressivo di pagina nella lettura (a meno che mi trovi davanti ad un quotidiano sportivo, dove leggo solo le ultime pagine).
Nella televisione siamo utenti completamente passivi e siamo costretti ad adeguarci al ritmo e alla sequenza imposta.

Internet, nella sua forma ipertestuale, ci offre la possibilità di scegliere percorsi di lettura, rendendo questo processo estremamente rapido, istintivo. Il problema è che mentre nel formato televisivo siamo costretti ai tempi decisi da altri, la grande libertà che siamo riusciti a guadagnarci porta con sè l’ansia di una consultazione sempre più compulsiva. Inoltre l’immensa mole di informazioni, possibili percorsi, innumerevoli diramazioni che internet ci mette a disposizione, può portarci alla lettura “scanner” dove cerchiamo velocemente il succo del contenuto senza soffermarci troppo su di esso.

I blog avevano portato una piccola novità, in quanto l’ordine di presentazione dei contenuti non era scelto secondo una gerarchia di notizie più o meno importanti, bensì solamente attraverso l’ordine cronologico inverso.
Questa modalità è quella che poi ci ritroviamo nei feed reader, che tengono sotto controllo, al posto nostro, quelle che sono le nostre fonti d’informazione, che possiamo consultare cronologicamente e secondo le nostre arbitrarie categorie.

Il feedreader ha anch’esso i suoi lati negativi. Io tempo fa cercavo di mantenere controllato il numero delle mie fonti, prima 100 poi 200. Ad un certo punto mi sono reso conto che era inutile cercare di leggere per forza tutto. Era meglio, per me, avere nel feed reader tutte le fonti che ritenevo interessanti per qualche motivo e cercare di categorizzarle meglio, in modo da creare una scala di priorità ma anche aumentare la possibilità di incappare in contenuti stimolanti.

Tornando per chiudere al layout delle pagine dei giornali online, posso dirvi come faccio io: apro ogni articolo che trovo in una homepage in una nuova tab. Quando non c’è più niente che mi interessi la chiudo, e così passo alla lettura delle tab aperte. Quello che non riesco a leggere lo appunto con Instapaper. Tante cose non riesco poi a leggerle ugualmente. Sicuramente non erano fondamentali per la mia giornata.
In ogni caso se erano importanti ne avrà parlato qualcuno delle mie fonti aggregate nel feed reader.

Oggi Sara mi ha chiesto che cos’è lo zen. Ho cercato, senza successo di spiegarglielo. Sicuramente la sua tazza non era piena. Molto probabilmente sono io che non ho centrato la tazza, e forse quella che avevo in mano non era una teiera.

2 pensieri su “Layout, feedreader e zen.

  1. Ho adottato la tua stessa tecnica, e cerco di leggere tutto, anche se in modo non approfondito. Suddivido poi quello che mi interessa tra delicious, posterous, note in greader, a secondo dell'uso che intendo farne dopo.
    Credo che quanto descritto anche da Beggi nel suo post sia dovuto alla ridondanza del web: troppi stimoli, troppo di tutto. Alla fine è normale ci sia una specie di ansia da prestazione.

  2. Forse è perchè ogni anno che passa ho sempre meno tempo per leggere con calma.
    Mentre la tv ti costringe al suo ritmo, nella lettura autonoma si tende ad aumentare il proprio ritmo oltre il sostenibile.
    Forse è colpa dell'adsl che va troppo veloce, se dovessi aspettare un paio di minuti tra una pagina e l'altra…. :P

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