Lettera aperta a Topo Gigio
Visto che sono a casa in malattia, tra febbre, nausea, dolori articolari, tosse e raffreddore, non posso che ripubblicare una missiva che condivido in toto:
Lettera aperta a Topo Gigio
P.C. : – al Ministro del Welfare: Maurizio Sacconi, al Ministro per la Pubblica Amministrazione: Renato BrunettaCarissimo Topo Gigio,
che piacere rivederti in televisione dopo così tanti anni! Prima di tutto volevo dirti che sei sempre stato un mio mito, fin da quando ero piccola, e anche che mi sei mancato moltissimo (ma dov’ eri finito?). Sono perciò davvero contenta che la diffusione di questa nuova influenza: A/H1N1 mi abbia dato almeno l’opportunità di ricevere tue notizie e di rincontrarti: tu sei sempre uguale, il bambino mio coetaneo di tanti anni fa, ma come hai fatto? Io, invece, nel frattempo, sono invecchiata e ho superato di un bel po’ gli “..anta”.
Ora potrei essere la tua mamma e forse anche la tua nonna. Mah, che dire?! Pazienza …. Seguendo però il tuo spot – promosso dal Ministero del Welfare – sulle cinque regole da seguire per non contrarre , e per non diffondere l’influenza A/H1N1 mi è sorto un dubbio e un conflitto di coscienza. Per questo ti scrivo e mi farebbe piacere che tu, famoso e popolare come sei, inoltrassi per me, e per tanti miei amici e colleghi, questi dubbi ai Ministri Sacconi e Brunetta, che pur essendo i Ministri di uno stesso Governo – sembra – non siano d’accordo tra loro, o perlomeno un po’ dissociati.
Tu saprai sicuramente che il Ministro Brunetta afferma che il Pubblico Impiego è una categoria di persone privilegiate, discole e decisamente “lazzarone” e saprai anche che, dallo scorso anno, gli impiegati della Pubblica Amministrazione se si ammalano e devono stare a casa per qualche giorno vedono decurtato il proprio stipendio. Questi provvedimenti sono stati introdotti proprio per osteggiare, se non impedire, l’assenteismo diffuso e la proverbiale lazzaronaggine che “ci” caratterizza.Ora ti chiedo: nel caso mi venisse l’influenza (che ne so io di quale tipologia?) come dovrei comportarmi? Regola n° 5 del tuo spot: devo stare a casa e curarmi? O devo stoicamente continuare ad andare a scuola – scusa, non te lo avevo ancora detto: insegno in una scuola superiore di Milano – e dimostrare così che non è vero che sono una “statale” privilegiata e con pochissima voglia di lavorare e di produrre? Ti chiedo queste cose perché, da comune e normalissima cittadina, anch’io ho gli stessi problemi di milioni di altri comuni e normali cittadini italiani: un affitto e/o un mutuo da pagare, figli da crescere, genitori anziani e malati da curare e supportare economicamente (la mia mamma, una badante, non poteva certo permettersela con la sua pensione …).
Ora ti chiedo: “Ma se io con l’influenza dovessi stare a casa per cinque giorni, e trovarmi così a fine mese lo stipendio decurtato di circa € 100,00 – sono ahimé nell’ultimo gradone della carriera degli insegnanti – e per giunta passare per lavativa e privilegiata … Ma non è meglio che stoicamente stringessi i denti e andassi ugualmente a scuola? Ecco, vorrei che tu, che sei stato scelto per questo simpaticissimo ed efficace spot, facessi presente ai due Ministri che almeno dovrebbero mettersi d’accordo. In caso d’influenza chi devo ascoltare: Sacconi? Brunetta?
E poi dovresti anche ricordare loro che la nostra Costituzione, cita all’art. 3: “ Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza ….. di condizioni personali e sociali”. Perché allora agli insegnanti e ai dipendenti ATA della scuola pubblica, agli impiegati di Poste, Tribunali, Ospedali, Ministeri, ecc … se si ammalano vengono fatte decurtazioni sullo stipendio e però, al tempo stesso, attraverso gli spot del Ministero del Welfare, si dice che in caso di sintomi d’ influenza devono stare a casa?Sono molto confusa, caro amico mio d’infanzia Topo Gigio, ti affido, e ti chiedo d’inoltrare, questa mia richiesta di chiarimento. Forse tu qualche possibilità di comunicazione con i Ministri l’avrai, io – noi dipendenti del Pubblico Impiego – purtroppo non l’abbiamo. Tanti cari saluti e un abbraccio fortissimo,
firmato una insegnante di Milano – (si firma con nome, cognome e istituto ma non so se ho il diritto di ripubblicarlo)
Oltretutto, essendo a casa in malattia non dovrei neanche scrivere qui, perché dovrei essere in un limbo tra la vita e la morte in cui ogni attività sociale anche all’interno della mia abitazione mi è preclusa (e per cui se sto qui a scrivere dal letto, non vedo perché non potrei starmene in ufficio a rispondere al telefono, fare assistenza remota, risolvere problemi, trovare soluzioni, eccetera, eccetera..).
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fortunatamente il decreto brunetta (decurtazione e visita fiscale agli arresti domiciliari) è saltata :-) però gran bella lettera a topo gigio condivido