L’editoria elettronica e l’iPod paperless che non c’è

Io ieri ho seguito la breve presentazione di Jeff Bezos, il grande capo di Amazon, attraverso una delle blog-dirette, dopo essermi letto qualche commento, devo dire che per un attimo ho avuto molta voglia di possedere un dispositivo come il nuovo Kindle DX.
Poi ho visto il prezzo, e mi sono chiesto “chi è disposto a spendere quasi 500 dollari per avere un dispositivo molto delicato e in sostituzione del bene di consumo di cui meno ci importa della sua integrità, cioè un giornale?”.
E’ vero, non è solo quotidiani, ma soprattutto libri, documenti, e tanto altro, ma la rivoluzione richiede molto di più del Kindle DX. Siamo ancora molto lontani.

Mentre un dispositivo per ascoltare musica può diventare sempre più piccolo, come dimostrano le dimensioni raggiunte dai player mp3, e possiamo anche accontentarci di uno schermo piccolo per guardare un film durante un viaggio, la dimensione per un dispositivo su cui leggere un testo lungo in modo piacevole in questo caso conta, e molto.
A questo punto sono proprio le dimensioni del dispositivo ad entrare in conflitto con la sua trasportabilità e la delicatezza che uno schermo di dimensioni generose comporta.
Più che ad una custodia rigida penserei ad un dispositivo in grado di piegarsi su se stesso, dimezzandone le dimensioni e proteggendo così lo schermo. Se ricordo bene una dimostrazione iniziale delle nuove tecnologie e-ink si dimostrava come questi scermi siano addirittura arrotolabili oltre che flessibili (lungi da me il pensiero di creare un dispositivo simile alle pergamene degli scribi egizi, ma chissà..).

In definitiva non credo che questo dispositivo sarà la salvezza dei quotidiani americani, soprattutto per il suo elitario costo.
Inoltre mi chiedo come sia possibile mantenere una fase di transizione verso il modello paperless: se il 50% delle persone che acquistano un giornale passassero alla sua consultazione elettronica, quanti giornali sarebbero in grado di mantenere in piedi le loro strutture tipografiche? Quale sarà il punto di non ritorno che obbligherà tutti a passare ad una editoria digitale?

E poi, vogliamo dimenticarci che Amazon, nonostante questa prima apertura verso i PDF (finalmente! ormai li leggono anche le calcolatrici), mantiene un forte controllo su quello che si può o non si può leggere con il proprio dispositivo, con un formato proprietario infarcito di DRM?

2 pensieri su “L’editoria elettronica e l’iPod paperless che non c’è

  1. A mettere in discussione il ruolo salvifico di Kindle nei confronti dell'editoria tradizionale sono soprattuto, a mio parere, le percentuali fissate da Amazon: il 70% del ricavato dagli abbonamenti resta a lui, soltanto il restante 30% alla testata

    Ciao!

    G.

  2. The physician who elects to prescribe Provigil for an extended time in patients with Narcolepsy, OSAHS, or SWSD should periodically reevaluate long-term usefulness for the individual patient. ,

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