In attesa di riconnessione con la realtà

Ci sono momenti fantastici. Quando ti nasce un figlio, nell’unico attimo di lucidità ti rendi conto che veramente la tua vita è cambiata e una parte di te ora è lì, stretta delicatamente tra le tue braccia.
Puoi vivere momenti laceranti nella tua vita, soprattutto nell’adolescenza, in cui avvengono tante cose a cui non sei preparato: botte tremende, finisci a terra, sconfitto, ginocchia sbucciate, saliva che sa di polvere.
Ogni volta ti sembra di aver fallito una prova determinante, come fosse una sorta di eliminazione dalla possibilità di passare di livello.

Poi ti rialzi, un poco alla volta, e anche se ti rendi conto di portarti dietro tutto nello zaino, senti di avere gambe più buone e che la schiena è tornata dritta.
Ogni volta però sei tu, nel bene o nel male, ma se non sei più solo, l’ennesima sfida potrebbe non vederti come protagonista principale.

Quando alla persona con cui hai costruito il tuo futuro, la vita migliore possibile, capita di avere dei problemi di salute non facilmente comprensibili, e che la lista delle eventuali risposte (che i medici però non ti dicono direttamente) comprende possibilità devastanti, tutto il tuo mondo precedente sembra congelarsi, e l’incubo più grande che inizi a vivere è che tra le decine di possibili scenari che il tuo cervello elabora (mentre vai ad una visita da uno specialista, ad effettuare un esame, o in una notte in pronto soccorso), uno di questi si sostituisca alla realtà.
Preferiresti mille volte essere tu al suo posto. C’è però tanto altro da portare sulle spalle, e questo è il tuo compito immediato.

E’ bello poi scoprire di ritrovarsi tante persone accanto, che offrono il proprio aiuto.
Chi legge queste righe sa che una parte della mia vita è qui, in rete. Fino ad oggi, non ho più scritto nulla in rete. Non avevo voglia né di spiegare, né di essere compatito.

Sono rimasto come alla finestra di una camera d’ospedale, a guardare il mondo fuori che va avanti.

6 pensieri riguardo “In attesa di riconnessione con la realtà”

  1. The ratio of metabolite (PPAA) to parent drug (MPH) was constant across doses from 54 to 144 mg/day, both after single dose and upon multiple dosing. ,

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