Una voce dal Messico ad un’ora dalla pandemia

Ho appena finito di parlare in chat con un caro amico genovese, Alessandro, conosciuto dalle mie parti come Belìn e meglio conosciuto in rete come abel23, che da qualche anno si è trasferito in Messico, a San Cristobal de las casas, dopo aver passato un po’ di tempo nelle comunità zapatiste.

La febbre suina è accertata ad un’ora da dove si trova Alessandro e la situazione che mi ha raccontato è molto preoccupante.
Il governo, nella persona del governatore,fino a ieri non è neanche andato in televisione per cercare di spiegare ed informare il proprio popolo.
Scuole chiuse, università deserta, poca gente in giro e alcuni nel dubbio girano con le mascherine.
L’informazione televisiva non offre risposte sufficienti e i numeri, un po’ come avviene in Italia, sono fuori controllo. Ieri si parlava di 100 morti e 1500 infettati, mentre oggi si parla di 9800 persone ammalate.

Nell’ostello che gestisce (e dove si è tenuto il primo raduno di utenti Twitter del Chiapas) ci sono rimaste poche persone, che nel dubbio che gli rimangano alcuni giorni di vita, la consumano piacevolmente.

Non avevo abbastanza cose di cui preoccuparmi in questi giorni, ci mancava anche questa.

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Comments

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  • December 31, 1969 at 4:33 pm ezekiel
    azz
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