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Il segno del fango
ottobre 10, 2008
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L’occasione è l’anniversario del disastro della diga del Vajont, 10 ottobre 1963. Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè. Duemila morti.
A me questo anniversario non ricorda solo quel marchio indelebile nella propria coscienza che è lo spettacolo di Paolini sul Vajont, che andrebbe mostrato in ogni scuola media, ma anche quando da piccolo, nei primissimi anni ottanta, i miei genitori mi hanno portato in quei luoghi.
Ricordo che mi parlarono di una diga da cui era uscita un’ondata d’acqua che aveva travolto paesi e persone.
Ricordo una valle che sembrava la spianata di un’autostrada.
Ricordo un paesino dove una costruzione in mattoni, se ricordo bene un ponte, riportava ancora impresso il segno del passaggio del fango. Ancora ben impresso, altissimo.
Ricordo di averlo guardato da sotto, e cercato di immaginare l’immensa ondata di acqua e fango arrivarmi addosso, ricordo la sensazione paralizzante che ancor oggi non trovo modo di descrivere.
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