Io e mia moglie siamo rimasti senza parole leggendo dell’agghiacciante discriminazione che hanno subito un bimbo autistico e la sua mamma. Da star male solo a leggerlo.
Chi era lì presente e non ha detto nulla, o peggio ancora ha partecipato a suo modo a questa cosa schifosa, dimostra ancora una volta un degrado del popolo italiano che non riesco ad accettare.
Alla Carrefour sarà meglio che si diano una mossa per fare qualcosa, non tanto per la loro immagine, ma perchè una cosa del genere fatta ad un bambino è come una coltellata. E le cicatrici, si sa, rimangono e fanno male a lungo.
[via Andrea Beggi]

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Davvero complimentoni a tutti quei poveri bastardi…
Ma che c’entra il Carrefour con questa vicenda? Il Fotografo è sicuramente un libero professionista ingaggiato sulla base del preventivo (non hanno fatto nè colloqui nè bandi di gara).
Il problema per me sta nella nostra società e come cresciamo i nostri piccoli in questo brutto mondo fatto solo per gli adulti!
Secondo me c’entra perchè la responsabilità qualcuno deve assumersela: la prossima volta dovranno ingaggiare una persona educata e civile e prenderanno provvedimenti verso i propri dipendenti che non sono in grado di avere rapporti rispettosi con il pubblico.
Per quello che riguarda ciò che dicono i bambini, è vero che dipende dai genitori. Che nessuno però abbia alzato la voce per fermare una situazione del genere è desolante.
Leggo ora che Carrefour sta pubblicando un messaggio sui vari blog che hanno parlato della vicenda.
Vedremo quali fatti seguiranno quelle parole.
che tristezza leggere queste cose, c’e’ tanta di quella gente che ha avuto la fortuna di nascere sana, senza nessun tipo di problema, e non capisce quanto questo sia importante, come non si rende conto del danno che puo’ arrecare ad un bimbo meno fortunato un comportamento del genere.
Oltre ad essere un dipendente Carrefour sono anche un volontario ABIO (associazione per il bambino in ospedale).Sono rammaricato dell’accaduto alla luce della poca sensibilita’ che c’e’ nel mio ambiente di lavoro.Inviterei questi personaggi a farsi un giro all’undicesimo piano dell’ospedale San Gerardo di Monza nel reparto Ematologia Pediatrica e sopratutto che mai un loro figlio venga ricoverato in quel reparto!Signora non si preoccupi c’e’ anche molta umanita’ed io a nome dei miei colleghi volontari le invio i migliori Auguri! Giovanni
Grazie Giovanni, l’intento del mio post, insieme a tanti altri che ne hanno parlato, era quello di smuovere la società Carrefour a dare un segnale forte di fronte a questa brutta storia, che non coinvolgeva solo personale alle dipendenze dell’azienda ma anche chi presente all’avvenimento non ha avuto la civiltà di alzare la voce in difesa di quel bambino e della sua mamma.
I commenti che ho letto poi sul blog della mamma di questo bambino non hanno fatto che convincermi che esiste una fetta considerevole del nostro paese che si è dimenticata cosa sia l’umanità.
Complimenti per il tuo impegno sociale :)