Un tranquillo lunedì nero in Italia

Una parte dei cittadini italiani ha rimesso il nostro paese in mano a Berlusconi e alla Lega. Loro sanno cosa vogliono, io posso solo immaginare cosa avremo: avevo scritto una lista delle cose che ci aspetta il futuro, poi l’ho cancellata, nella speranza che non scrivere una profezia che si autodetermina.
Un appunto sul risultato della Lega, risultato più preoccupante di quello di Berlusconi: agghiacciante, viene voglia di abbandonare questo paese al suo destino.

La Sinista Arcobaleno è riuscita ad annullare la presenza della sinistra in Italia, con una partecipazione suicida al governo Prodi, accettando cose schifose come il più grande finanziamento alle spese militari degli ultimi anni, senza aver cambiato nessuna delle leggi della destra (scuola, lavoro, legge elettorale…la lista è lunga): si è presentata alle elezioni, tornando a posizioni di lotta, pensando di poter rappresentare quelli che non è riuscita a rappresentare mentre era al governo.

Ascolto Bertinotti fare autocritica ora, troppo tardi.
Io e i compagni di Sinistra Critica, qualche mese fa siamo scesi da quel treno che sapevamo diretto verso un binario morto, e dopo anni di lotta interna, abbiamo cominciato a camminare da soli (e il mio non è un riferimento a quanto detto da Bertinotti).

Non guardiamo ai risultati di oggi, c’è da ricostruire la sinistra in Italia, quella di cui si ha bisogno: dite di no? Perchè, voi state bene?

3 pensieri su “Un tranquillo lunedì nero in Italia

  1. Cris, mettiamo le carte in tavola. Ho votato Sinistra Critica alla Camera (ed ho cercato di farla votare) e l’improbabile Arcobaleno al Senato (ecco perché dicevo 2 e mezzo…) perché, pur dissentendo “sul come e sul cosa” di questa precaria unificazione a sinistra, un’oscena legge elettorale mi “imponeva” di tenere insieme una qualche coerenza votando le forze che sentivo più vicine, e l’esigenza di alzare una minima barriera anche a livello istituzionale contro “questa destra”, la più retriva e terrificante che esista in Europa e non solo. E’ tutto vero quel dici sulla partecipazione suicida al governo Prodi, soprattutto dopo il sostanziale pareggio elettorale del 2006. Bisognava spingere per dare subito il segno di un qualche cambiamento (re-distribuzione del reddito, pace, cpt, precarietà, unioni civili…) ma nulla si è ottenuto (o forse ben poco si è fatto per ottenerlo?) ed ha vinto la sindrome del ’96. Io, a differenza dei compagni di SC, credevo che bisognava provarci, anche con quel governo, a produrre qualche discontinuità, tanto più, forti di un gruppo di eletti non disprezzabile e cercando di unire chi stava a sinistra del futuro PD. Preso atto che non c’era spazio occorreva sfilarsi e tornare all’opposizione. Per questo ho solidarizzato con Turigliatto all’epoca della crisi di governo e ho pensato che la fase del “meno peggio” andava contrastata.
    Il quadro che si mostra (non possiamo ricostruire senza guardare in faccia anche il risultato elettorale) è tuttavia peggiore di ogni possibile ipotesi che ci si poteva prefigurare. Per dirne una: le fasce sociali più deboli, soprattutto al Nord, sono assai più sensibili alla caccia al diverso, percepito come minaccia, e ad una re-distribuzione del reddito nei recinti territoriali. Evidentemente lo stesso immaginario, lo stesso linguaggio, si è depositato nel lavoratore dipendente e nel piccolo/medio imprenditore. In tempi di recessione economica diventa devastante e porta voti a chi lavora sulla paura. I disgustosi signori B.&B. lo sanno bene ed hanno fatto una campagna elettorale ad hoc e la cosiddetta antipolitica contro-la-casta, “grillismo” incluso, ha portato acqua ai Di Pietro e alla Lega, cioè a un legalismo miope e a un partito vecchio stampo, iper-verticista e con solide radici…Ma una sinistra che non si sedimenta nelle aree più ricche del paese e non sa proporre un’altra (concreta) società a partire da come, cosa e perché si produce ricchezza non ha alcuna ragione di esistere. E’ pura opinione o è semplicemente marginale. Quindi…non stiamo bene…ma non avere una pur flebile voce di sinistra in Parlamento ci fa stare peggio, tutti, in particolare se prendo atto che a sinistra dell’Arcobaleno si recupera ben poco. Non che sperassi in chissà quali risultati. Purtroppo, se faccio un parallelo con un altro paese come la Francia, guidato dalla destra, per non dire di altri stati con maggioranze di segno diverso, non vedo una LCR che può ambire alla costruzione di una forza alternativa di sinistra capace d’incidere, lì bene o male c’è ancora un partito socialista non del tutto omologato, oltre al residuo PCF e a formazioni ecologiste non evanescenti con cui confrontarsi ma anche dialogare…da noi c’è il PD e l’implosione di una sinistra esausta e ora ancor più frammentata. Insomma c’è molto da lavorare, spero per tentare percorsi comuni tra quel che a vario titolo resiste e quel che riusciremo a far sbocciare. Magari se ne parla a voce in uno dei prossimi tranquilli week-end di paura…in questo paese, non altrove!

  2. Un saluto a voi e scusate se mi intrometto nella vostra discussione. il risultato complessivo della sinistra arlecchino e’ ancora più catastrofico di quello che si poteva immaginare e come dite voi è il frutto di una compromissione di classe ad un governo antipopolare.La non rappresentanza parlamentare dei comunisti da un lato è una testimonianza reale della attuale grave situazione,dall’altro lato però ci impone di lavorare ad un progetto di sinistra anticapitalista che sappia contrastare nettamente coloro che già adesso provano a riciclarsi(Diliberto,Rizzo e chissà quanti altri).Un ceto politico/burocratico che ,al pari di Berlusconi,ha disegnato una svolta e la ha messa in pratica senza nessuna consultazione di iscritti nè nel prc,nè nel pdci. In un sol colpo Bertinotti e comparucci vari perdono di credibilità.

  3. Pur essendo vero quel che dice Andrea(in Italia non esiste una LCR),da queste elezioni si può lavorare per costruire una alternativa per gli antagonisti.In Francia il risultato dell’oggi è il frutto di anni di sacrifici e di una storia della sinistra conseguente che è proprio per questo ben riconoscibile. In Italia siamo lontani da questi livelli ma se non erro con la costruzione di una sinistra anticapitalista stiamo partendo(anche se con ritardo)con il piede giusto. NON E’CHE L’INIZIO. saluti Enrico Biso

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