Grazie Mastella per averci mostrato questo spettacolo

Indagata la moglie di Mastella, poi indagato anche lui: va in aula come ministro della giustizia, si difende, spara a zero sulla magistratura. Dice “mi dimetto”, e Prodi dietro a dirgli “resta cu’mme’“, perché se cadi tu, cadiamo tutti.
E cosa fanno gli altri in aula? Tutti (escluso Di Pietro che si ricorda di essere stato dall’altra parte) ad esprimere solidarieta: la destra con la bandiera del garantismo, e tutti gli altri dietro.

A parte il fatto che finché non c’è un giudizio in un processo si è innocenti, quale solidarietà si può dare ad un rappresentante dello Stato che accusa di estremismo un altro potere dello Stato: per chi non lo ricordasse, la Costituzione Italiana prevede tre centri di “ Potere” attribuiti ad Organi Collegiali, quali la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica per il “Potere Legislativo”, il Consiglio dei Ministri per il “Potere Esecutivo”, ed il Consiglio Superiore della Magistratura per il “ Potere Giudiziario “.
Dovrebbe esistere una parità tra questi tre poteri, ma come è ovvio l’ultimo dei tre è da tempo sotto l’attacco degli altri due.

In sostanza con quella solidarietà si dichiara: “noi come classe politica vogliamo l’impunità, e che la magistratura la smetta con questi protagonismi”. Con tutto questo parlare di caste e scollamento rispetto ai cittadini, la politica con la p minuscola dà un nuovo spettacolo pietoso di sé.
In altri paesi, ne cito uno che conosco, l’Olanda, al solo sentire di qualche sospetto su attività illecite di un rappresentante dello Stato, ci si dimette, senza queste farse di annunci di dimissioni, accettazioni o rifiuto delle stesse, pensieri e tatticismi.

Lo dice la parola, “rappresentante dello Stato”: se queste persone ci “rappresentano”, vuol dire che l’Italia come paese ha un concetto molto particolare della legalità.

Un amico mi ha detto, “peccato, Mastella se non altro faceva ridere”. Io se voglio ridere guardo Little Britain o South Park, non so voi.

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