Radiohead, David Byrne e la musica (s)materializzata

Yorke e ByrneWired propone questo mese due articoli realizzati da David Byrne: il primo è una intervista a Thom Yorke realizzata da Byrne, mentre il secondo è una analisi del mondo del mercato della musica fatta da uno che la musica oltre che scriverla, l’ha anche prodotta con una propria etichetta.

Byrne descrive sei modelli di distribuzione che presentano diversi livelli di controllo da parte degli artisti.

Ma in fondo, cos’è la musica?

What exactly is being bought and sold? In the past, music was something you heard and experienced — it was as much a social event as a purely musical one. Before recording technology existed, you could not separate music from its social context.

Music was an experience, intimately married to your life. You could pay to hear music, but after you did, it was over, gone — a memory.
Technology changed all that in the 20th century. Music — or its recorded artifact, at least — became a product, a thing that could be bought, sold, traded, and replayed endlessly in any context. This upended the economics of music, but our human instincts remained intact.

La breve intervista a Yorke che ruota attorno ad “In rainbows” si chiude con un pensiero sul mondo dell’industria musicale che il cantante dei Radiohead definisce semplicemente un “delivery service”:

Yorke: I think there’s a lack of understanding. It’s not about who’s ripping off whom, and it’s not about legal injunctions, and it’s not about DRM and all that sort of stuff. It’s about whether the music affects you or not. And why would you worry about an artist or a company going after people copying their music if the music itself is not valued?

Byrne: You’re valuing the delivery system as opposed to the relationship and the emotional thing…

Yorke: You’re valuing the company or the interest of the artists rather than the music itself

Per chi non lo sapesse, la versione in cd di “In Rainbows” uscirà per XL Recordings, la stessa etichetta che ha pubblicato il disco solista di Yorke, e che pubblica artisti come Dizzie Rascal, Sigur Ros, White Stripes, Gotan Project e diversi altri.

All’annuncio di In Rainbows sinceramente non pensavo che sarebbe seguito nel giro di poco tempo una versione su cd,oltre a quel cofanetto che avrei comprato molto volentieri.
Certo, la versione in mp3 non era di alta qualità, ma sinceramente avrei osato di più a quel punto, distribuendo una versione di maggiore qualità che chiunque avrebbe potuto masterizzarsi autonomamente.
In fondo, dice Yorke, con la vendita online hanno guadagnato una cifra enorme, rispetto a quello che gli ha passato la EMI per i dischi precedenti in versione digitale.

Adesso spero solo che non mi lascino qua ad attendere altri quattro anni per vedere un nuovo disco.

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