Non si può più attendere

dicembre 7, 2007

in Commenti

Ieri a Torino in un incidente in una acciaieria è morto un ragazzo come me, di 34 anni, anche lui con due figli. (mentre scrivo arriva la notizia della morte di uno dei sei feriti gravi, che probabilmente vedremo tutti fare la stessa fine).
Mi sento fortunato, non saprei come altro esprimermi.

La tragedia di Torino alla Thyssen Krupp è un altro di quegli incidenti sul lavoro che hanno una responsabilità precisa, quel continuo rilancio al ribasso su sicurezza sul lavoro, diritti dei lavoratori, la loro precarietà e ricattabilità, tutti elementi che sono lontani dai pensieri della politica.

Quella politica indistinguibile capace di pensare solo ad aumentare fino al suo massimo di sempre (e sotto un governo di centro sinistra) le spese sugli armamenti, a cacciare gli stranieri indesiderati, visti sempre e solo come una minaccia alla nostra sicurezza.

Detto questo che non potevo tenermi dentro, una nota personale.
Potrà sembrarvi off-topic ma in fondo rimane sempre il mio blog.

Questo fine settimana sarò a Roma alla Conferenza Nazionale di Sinistra Critica, l’area congressuale di Rifondazione Comunista che deciderà la sua dipartita da un partito che non è quello che dovrebbe essere, e che in sostanza non esiste più.

In questi ultimi anni abbiamo visto il sogno del nostro partito appannarsi sempre di più, a causa di persone che puntavano solo a difendere quel posto che la politica gli aveva consegnato: abbiamo visto un partito di lotta iniziare a perdere il proprio contatto con la gente, annacquare la propria iniziativa nelle esperienze nelle maggioranze di governo locale.
Questa ultima esperienza con un secondo governo Prodi ha rappresentato in forma ancor più evidente che Rifondazione Comunista è stata incapace di fare quello che si proponeva: ora confluirà in una nuova compagine politica, insieme a Comunisti Italiani, Verdi e transfughi dei DS, che altro non sarà che una spalla per il partito democratico, da cui non potrà mai realmente affrancarsi, per il rischio di perdere quei privilegi che la burocratizzazione di questi partiti non può e non vuole rischiare di perdere.

Sinistra Critica, questo il nome attuale di un progetto in creazione: a determinare la necessità di un partito anticapitalista e rivoluzionario è ovviamente il grado di distruttività del capitalismo globale oltre il livello di degenerazione politica e morale cui è giunta la sinistra storica.
Ma non sarà un partito che avrà sedi, circoli riunioni che ruoteranno attorno esclusivamente alla politica istituzionale, azione che rappresentava la quasi totalità dell’azione di Rifondazione Comunista.

Non si tratta perciò di formare un nuovo partitino: io l’ho capito in questi anni in cui sono passato dall’attivismo senza bandiera, dal folgorante ed entusiasmante periodo che possiamo identificare con i Social Forum, all’ingresso in un circolo politico, quello di Rifondazione di Cattolica che nel 2004 mi ha chiesto di propormi come candidato alle elezioni provinciali in cui Rifondazione si presentava nella compagine di centrosinistra.

Proprio il motivo di quella candidatura rappresentava un tentativo di rottura: la federazione riminese voleva imporre un proprio nome sulla lista locale, un nome che non avrebbe avuto niente da ridire sulle scelte della maggioranza di cui si andava a far parte.
Sia io che il compagno di Misano che siamo stati eletti, entrambi dell’area di Sinistra Critica, abbiamo invece cercato di mantenerci sempre critici sulle scelte che si andavano a compiere, votando spesso negativamente motivando coerentemente le nostre scelte.
Poi il piano dei Rifiuti ha posto uno spartiacque tra chi difendeva la scelta dell’ampliamento dell’inceneritore e chi invece proponeva una scelta radicalmente diversa: prima abbiamo avuto come compagni di strada quelli che andranno insieme a Rifondazione a creare la “cosa rossa”, poi le logiche di opportunità politica hanno fatto cedere questi due partiti.
Noi siamo stati prima bersagliati dalle pressioni interne al partito, che minacciavano la nostra cacciata, e poi Rifondazione è stata considerata fuori dalla maggioranza.
Da quel giorno se non altro sono diminuiti i mal di fegato: chi mi conosce sa che non parlo per eufemismi quando parlo di quei primi due anni e di come la politica sia diventata qualcosa di meno interessante per me, a causa di questa esperienza.

La politica non si può esaurire all’interno dei palazzi comunali, provinciali e in Parlamento: in quelle aule mancano i cittadini perché la politica in questi anni ha fatto credere che basta andare a votare e poi “ci pensiamo noi”, a tal punto che ora non possiamo più scegliere nemmeno i nomi di chi poi andrà a rappresentarci.

Vivere la politica istituzionale da dentro, significa comprendere quanto poco contino ormai i bisogni dei cittadini (è peggio di quello che potete pensare) e di come questi centri di potere, siano diventati come delle piccole aziende a cui i cittadini è concesso di aggiustare i numeri della composizione del CDA.

La politica deve tornare nelle scuole, nei luoghi di lavoro, bisogna costringere i sindacati a tornare i diritti di tutti i lavoratori e non solo a difendere i privilegi di alcuni o mettendo una generazione di lavoratori contro l’altra.

Sinistra Critica non nasce dall’alto, ma da diversi mesi si sta cercando insieme a tanti movimenti di costruire insieme un percorso condiviso, perché quelle parole che usiamo abbiano un significato anche per chi oggi ha sedici anni e non sa cosa significhino realmente parole come anticapitalismo, femminismo, ambientalismo, l’essere militanti, e non ultima comunismo.
Quello che sarà Sinistra Critica, o il nome che questo progetto assumerà, è l’unica cosa che oggi mi spinge ad interessarmi di politica: il resto non credo abbia più il diritto di chiamarsi con questo nome.

[intervista a Cannavò]

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CiocciNo Gravatar dicembre 7, 2007 alle 12:56 pm

Domenica io invece sarò all’assemblea della Sinistra, con molti dubbi e poche certezze. Penso che come hai giustamente detto la politica non deve esaurirsi nelle stanze chiuse del potere, penso anche che comunque che fare politica significhi mediare, proprio in quelle stanze, perchè si, magari è bello fare i duri e puri, ma poi non combinare mai niente. E’ anche vero che poi ci sono comunque dei limiti, e penso che questo governo ci si avvicini sempre di più…
Per ora non mi sta convincendo il percorso di costruzione della Sinistra, domenica sarò lì proprio per questo, penso che sia stupido divedersi, perchè poi in fondo, ci ritroveremo sempre insieme a lottare per le stesse cose.

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antonioNo Gravatar dicembre 11, 2007 alle 2:43 pm

Credo invece che sia Sinistra Critica, uscendo da Rifondazione Comunista,ad isolarsi in un gruppuscolo che non può che portare allo sfaldamento, al tutti a casa (ma con il poster del Che, di Lenin e una bella falce e martello).

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antonioNo Gravatar dicembre 11, 2007 alle 10:11 pm

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fixNo Gravatar dicembre 12, 2007 alle 12:25 pm

Precisiamo subito duo o tre cose, se non mi sbaglio leggendo sul sito della provincia di Rimini non sei stato eletto a Cattolica ma a San Giovanni in Marignano o sbaglio? Poi parli di rifondazione come di un partito da tempo finito, bene, e sbatti sentenza a destra e a sinistra, sembri proprio un comunista duro e puro .Però mi viene un dubbio perchè poco tempo dopo che sei stato eletto, visto che rifondazione non ti rispecchiava più non ti sei dimesso?
Poi sempre leggendo sempre sul sito della Provincia di Rimini sei addirittura anche presidente di una comissione
e membro di altre due, (e giu soldi) alla faccia del comunista duro e puro.
Per quel poco che fai, i soldi che prendi in provincia ti fanno comodo anche a te, perciò sta zitto che e meglio.

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CristianNo Gravatar dicembre 14, 2007 alle 6:55 pm

In risposta a Fix:

1) il collegio era quello che comprendeva sia una parte di San Giovanni che una di Cattolica, la scelta mi è stata proposta dai compagni di entrambi i circoli, quindi cambia poco.

2) Rifondazione aveva una linea politica fino al referendum sull’articolo 18: poi Bertinotti scelse che la strada per arrivare all’accordo con l’Ulivo era l’unica via percorribile, perché i movimenti non “pagavano” in termini di voti.
Per quella scelta è diventato così trattabile qualsiasi cosa: si può votare per la guerra, per il rifinanziamento delle missioni militari all’estero, per approvare il più alto bilancio per le spese militari mai visto in Italia, per un documento sulle pensioni che mette le generazioni una contro l’altra, per il decreto sicurezza (fortunatamente meno peggio di quello che era inizialmente).
Fino ad oggi, parlando ancora dei morti nella acciaieria di Torino: questo governo sceglie di detassare gli straordinari, attestando una sconfitta per la battaglia di un partito che si batteva per le 35 ore, oltre che una sonora sconfitta per tante battaglie dei lavoratori sull’orario di lavoro. Non si assume chi serve, si fa lavorare chi c’è già, che non ha uno stipendio migliore ma per prendere due soldi in più accetta anche di lavorare 12 ore al giorno.
Per l’appunto Turigliatto aveva proposto un disegno di legge per dare maggiori poteri e tutele ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Inutile dire che questo governo non mette i bastoni tra le ruote agli industriali.

Non è questione di essere un comunista duro e puro, che non sono: non sono un nostalgico, perché non potrei esserlo a 34 anni.
Rifondazione al suo interno era marcio, è diventato un partito di poltronai: certo, non tutti, ma tanti di quelli che erano riusciti a staccarsi dal proprio lavoro per fare attività politica a tempo pieno, hanno fatto quello che potevano per garantire che quel posto di privilegio rimanesse tale. Rimini è tra queste realtà.

3) Ci ho pensato, visto che le pressioni interne a votare cose ignobili, o al massimo astenersi, che significava solo far finta di opporsi, sono state tante.
Quel periodo in cui per necessità di mantenere quel rapporto con la maggioranza ci costringeva a votare a favore di tante piccole cose discutibili, oltre a votare comunque contro ai punti che ritenevamo irrinunciabili, è stato duro, da mal di stomaco.
Ad un certo punto bisogna dire basta, non si può mediare su tutto.

4)L’attività politica in un consiglio si compone di consigli e commissioni, ogni consigliere deve, e sottolineo deve, partecipare a queste riunioni in cui si discute dell’attività del consiglio.
Per tua informazione, un presidente di commissione non prende niente in più di quello che prende un consigliere che partecipa alla stessa riunione.
Inoltre io e il mio compagno eravamo gli unici a devolvere al partito la metà dei nostri rimborsi, cosa che altri assessori riminesi o presidenti del consiglio (i nomi trovali da solo) non facevano: in seguito alle nostre proteste, la federazione riminese di rifondazione ha deciso di dare seguito a quanto prevede lo statuto di rifondazione, scegliendo però una soglia di contribuzione al partito molto più bassa. Neanche questo è servito per far devolvere a questi soggetti la loro parte.
Quindi non venire qua a parlare di soldi, quando per me l’attività politica è stato più un problema che ha limitato le mie possibilità professionali, oltre che per il fatto che per andare da Cattolica a Rimini per due ore di commissione ci impiego complessivamente un pomeriggio intero: certo, è retribuito, ma questo non cambia che in alcuni ambiti l’attività politica non è ben vista, soprattutto se sei di una parte politica diversa.
Inoltre quella battuta qualunquista “e giù soldi” cozza un po’ con il fatto che siamo stati artefici della richiesta di riduzione dei compensi.

Infine, concludendo, e rispondendo anche ad Antonio che pensa che si tratti di una cosa settaria, dico che Sinistra Critica è un movimento che cercherà, come hanno fatto finora i militanti di quell’area di rifondazione, di crescere dove ci sono le lotte dei lavoratori, degli studenti…non la faccio lunga, non è un discorso politico.
Rimane il fatto che Rifondazione non ci ha chiesto se ci andava bene che il partito entrasse a far parte della cosa rossa, una aggregazione che parte dai vertici dei partiti, che dopo anni che si sono riempiti la bocca con discorsi sulla democrazia partecipata, non hanno neanche fatto un congresso per chiedere il mandato dei propri iscritti.

Infine, io in un partito che vota per la guerra non ci sto. Ricordatevelo, voi che mettevate fuori le bandiere della pace alla finestra qualche anno fa.
Sulla mia borsa c’è ancora attaccato uno straccio bianco, ormai grigio e sfilacciato, che è lì dal 2001: la guerra non si è fermata, anzi, è ancora peggio di allora.
Non per questo l’ho tolto e continuo a crede che occorre lottare per fermare questa follia.

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fixNo Gravatar dicembre 15, 2007 alle 2:11 pm

O ci sei o ci fai, dei gran discorsi a livello nazionale, poltronai di qui poltronai di la (in parte anche condivisibili), che perdi un sacco di tempo a far politica che non sei ben visto nello svolgere attività politica,
che rifondazione e la sinistra non e piu con gli operai, pesionati e giovani.
Sicuramente convengo con te che quando si e in una maggioranza, a malincuore un pò di rospi bisogna ingoiarli e se uno a un certo punto non riesce a condividere più niente, e le tue proposte non vengono più prese in considerazione l’unica strada è dimettersi. Ma te nel tuo piccolo a livello provinciale cosa hai proposto?, la tua commissione cosa ha prodotto?
Girando sul sito della provincia di rimini, sembri proprio un fantasma.
Perche sei rimasto?
Secondo me se fare politica ti dava tanto fastidio ti dovevi dimettere e basta.
Le frasi preconfezionate ormai hanno rotto le p…e
Ti ripeto sta zitto che è meglio faresti piu bella figura.

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fixNo Gravatar dicembre 15, 2007 alle 4:07 pm

Entriamo un pò sulle questioni,
tu pensi che dando maggiori poteri e tutele ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza si risolve il problema dei morti sul lavoro? io in cantiere ci lavoro, ed e la precarietà che provoca morti, non sono le 35 ore, è la qualita del lavoro che manca, il lavoro sottopagato, il lavoro nero, i mancati investimenti delle aziende per la sicurezza, il carovita che obbliga operai a fare straordinari per riuscire ad arrivare alla fine del mese. Sulla guerra sono d’accordo, però bisognerebbe fare veramente missioni di pace, non solo dove conviene, ti ricordo che ci sono piu di 200 guerre al mondo(dall’irak con Berlusconi non si usciva).
Il decreto sicurezza, sicuramente migliorato grazie alla sinistra. Una tematica che andrebbe fatta un analisi dettagliata e approfondita, per trovare soluzioni per migranti che andrebbero trattati come persone umane no come merce, ma sicuramente non possiamo fare entrare tutti con il rischio di dare manovalanza a mafia andrangheta e camorra.
Sul welfare sono d’accordo in pieno,
come del resto Rifondazione, che spero riesca a modificare prima possibile, se no per me ciao Prodi.

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CristianNo Gravatar dicembre 15, 2007 alle 4:34 pm

Sono un politico mediocre? Posso anche darti ragione. Visto che invece sei tanto bravo tu, che dimostri di conoscermi tanto bene, almeno dovresti avere le palle per firmarti, invece di usare soprannomi e email fasulle.

In provincia sono tutti bravi a parole a parlare di sicurezza sul lavoro, quando muore qualche operaio, poi fuori dal verbale ti fanno capire che non è competenza della provincia, e che non c’è un soldo, ma che soprattutto non frega in realtà niente a nessuno di queste cose.

Visto che sottolinei sempre che dovrei dimettermi, abbi le palle per dire chi sei, perché mi sembri direttamente interessato.

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fixNo Gravatar dicembre 15, 2007 alle 7:39 pm

Non ho detto quello che pensi.
Se è vero quello che dici che non frega niente a nessuno di queste cose, sarebbe da fare una bella denuncia pubblica, nel senso che, il comune non puo fare niente,
la provincia idem, però i soldi per feste e festicciole ci sono sempre o sbaglio ?
e sui cantieri si muore sempre di piu.
Ti do un consiglio da semplice cittadino, al prossimo consiglio provinciale presenta una proposta di creare un gruppo di polizia provinciale, che abbia anche il compito di controllare cantieri e fabbriche,
forse l’avrai gia fatto non lo so, o ci sarà gia, ma se così non fosse, non sarebbe una brutta proposta cosa ne pensi?
Ritornando al discorso di prima non volevo essere offensivo, scusa se lo fatto, ma non sopporto chi da sentenze a destra e a manca, chi si ritiene il piu di sinistra di tutti, quando sai bene anche tu che non è cosi. Non pensi che dividersi ulteriormente invece di unirci sia una gran cazzata.
Pensaci
ciao

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CiocciNo Gravatar dicembre 16, 2007 alle 2:27 am

Caro Fix, invece di attaccare Cristian, penso che dovresti fare una riflessione, su quello che può decidere un governo, a qualsiasi livello oggi. Perchè, la maggior parte delle decisioni vengono prese in luoghi molto diversi da quelli di governo, è la globalizzazione. E non si combatte dal governo, perchè si può influire solo in maniera minimale, se si vuole cambiare, si scende in piazza, si prova a creare una cultura diversa, si protesta perchè hanno condannato 24 ragazzi per una manifestazione in cui se c’era qualcuno da condannare era lo stato, si bloccano le fabbriche, le strade e gli uffici contro le morti sul lavoro. Se sei disposto a farlo allora qualcosa si potrà cambiare, altrimenti, zitto e non dare troppa noia..

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fixNo Gravatar dicembre 16, 2007 alle 9:56 am

La riflessione lo fatta e come…
non si puo cambiare dal governo???
allora mandiamoli tutti a casa che e meglio.
Sono 25 anni che lavoro e che vado in piazza che sciopero che manifesto, che mi prendo denunce e indimidazioni dal padrone(e non solo), attaccato anche dai miei stessi compagni di lavoro che mi chiamano “estremista”, che nel mio piccolo mi faccio un culo tanto per combattere le ingiustizie di tutti i giorni, e tu mi dici che do noia!!!
bravo complimenti

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CristianNo Gravatar dicembre 16, 2007 alle 8:34 pm

Fix, hai ragione da vendere. Peccato che a livello provinciale esisterebbe una struttura chiama direzione provinciale del lavoro che conta una decina di addetti, che dovrebbe controllare i luoghi di lavoro (migliaia) ed invece non ha i soldi per la benzina e per i francobolli per rispondere alle comunicazioni della Provincia.
Siamo di fronte ad una situazione di abbandono totale, in cui le responsabilità vanno divise tra livello nazionale e locale, tra istituzioni e sindacati.

Ora che finalmente sembra che in Provincia ci sia interesse ad un discorso sulla sicurezza sul lavoro arriveremo ad indire un consiglio aperto sul tema, anche se il mio dubbio è che si uscirà senza impegni precisi.
Io farò quanto posso, spero con l’appoggio di tanti lavoratori che parteciperanno a questo consiglio.

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fixNo Gravatar dicembre 16, 2007 alle 8:54 pm

Bene Cristian.
Mettilo su questo sito quando ci sarà un consiglio aperto sul tema, magari una settimana prima in modo che mi posso organizzare e partecipare con un pò di lavoratori.
ciao.

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