Post per uso personale

Questo post è per uso personale. Lo pubblico come un pungolo per cambiare le cose.
Non è una lettura interessante. Andate su Google, oppure al ristorante al termine di Internet.

Ora ho finalmente chiaro che cosa non devo fare. E’ finito il tempo di aspettare.

In vita mia non ho mai realmente cercato un lavoro, diciamo che è stato il lavoro a venirmi incontro: un po’ per caso, un po’ perché il mio impegno precedente mi ha presentato e “segnalato” a chi mi ha cercato per lavorare con lui. Anche quando la situazione sembrava in stallo, non ho mai realmente cercato. Anzi più di una volta ho dovuto rifiutare proposte di lavoro.

Ora mi trovo nella condizione in cui dove lavoro il futuro sembra ancora fumoso: si tratta del settore pubblico dove la burocrazia rallenta quello che dovrebbe essere normale.
E’ dal marzo 2003 che lavoro lì, dapprima con contratti di uno, due mesi prorogati e ripetuti, uno di seguito all’altro, poi dopo un concorso, da lavoratore a tempo determinato.
Finora non riuscivo ancora a capire se continuare in questa estenuante rincorsa verso la stabilità, o cercare un’altra via: ora comincio a rendermi conto che devo smettere di aspettare e iniziare a cercare una alternativa.
Non so se cambierà qualcosa nel frattempo ma ho capito che è finito il tempo di aspettare: vedere ogni tanto crescere una prospettiva di stabilizzazione e poi vederla scivolare via sta diventando una brutta abitudine, soprattutto per la mia pazienza.

Proposte nell’ultimo anno ce ne sono state, da quelle più fumose ad altre più fantasiose, da quelle che mi prospettavano un lavoro interessante ma a 400 chilometri di distanza ad altre offerte meno interessanti.
Ultimamente ne ho avute diverse ma probabilmente non ero ancora pronto ad ascoltare.

Sto valutando un paio di proposte: una di queste è quella di scrivere a tempo pieno, occuparsi dei contenuti di un blog (eventualmente due) che parlano di tecnologia. Si tratterebbe quindi di fare quello che negli ultimi due anni e mezzo ho fatto a tempo perso, o per meglio dire nel tempo che in parte ho tolto alla mia famiglia e al tempo libero, con soddisfazione e soprattutto con passione.
Anche qui stabilità contrattuale e finanziaria sembrano un miraggio, almeno attualmente.
Un’altra è ancora in divenire, troppo acerba, e forse difficilmente percorribile per chi come me ha la responsabilità di due bellissime bambine, oltre che di una moglie che mi aiuta a rimanere con i piedi per terra.

Diversi amici mi hanno consigliato di provare a sentire con qualche azienda di San Marino: intanto oggi ho fatto una bella ricognizione online delle offerte di lavoro che ci sono in provincia. Situazione desolante.

Una alternativa che spero di non dover percorrere sarà quella di tornare a fare il pizzaiolo, mestiere bellissimo ma che quando hai una famiglia diventa incompatibile con i tempi dei tuoi cari.

Un grazie a quelle persone che ho conosciuto tramite i loro blog e che sono stati capaci, volontariamente o involontariamente di aiutarmi. Grazie.

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