Fumetti, che passione..

hellblazerKoolinus ha scritto un lucido post sul mondo degli appassionati di fumetti nel quale mi ci ritrovo abbastanza.
Io da buon single, fino a qualche anno fa, spendevo anche più di centomila lire al mese, tra italiani (comics e manga), titoli Vertigo in originale, un pò di serie indipendenti americane di nicchia, qualche volume gustoso con incursioni nel franco-belga.

Poi alla nascita di Sara ho dato un primo vigoroso taglio a tutte quelle serie che seguivo: “c’è l’ho dal primo numero, mi dispiacerebbe..”, “se smetto adesso poi non troverò mai più gli arretrati”. Se ancora ripenso alla mole di arretrati che comprai nei negozietti di Londra anni fa..ma ero (lo sono ancora) un lavoratore interinale che faceva due (tre) lavori e non potevo più permettermelo.

Quando poi è nata Sofia ho deciso di tagliare il rimanente: ormai di manga interessanti non c’era più niente, per me, da alcuni anni; tagliato a malincuore tutta la Marvel, ho tenuto veramente il minimo, cioè quei due,tre titoli americani che non potrò lasciare mai, il Ratman, e poi qualche volume, quando capita, per gli autori che preferisco.

In questo però devo dire che ha contribuito anche il fatto che il tempo, sempre meno a causa del lavoro che non ti lascia mai, e soprattutto internet, hanno contribuito a creare una pila di fumetti arretrati considerevole, che pesava come un macigno sulla coscienza.
Senza dimenticare che quando hai dei figli tutto passa un po’ in secondo piano, e soprattutto quando sono così piccoli e li vedi crescere sotto i tuoi occhi, ogni minuto perso a fare altro sembra farti perdere una piccola meraviglia.

Confermo e sottoscrivo l’analisi sulla distribuzione italiana e la logica delle ristampe a ciclo continuo dei successi, cosa che mi è sempre sembrata una bastardata verso le fumetterie che hanno contribuito a tenere in piedi il mercato in un lungo periodo di magra, con le edicole invase da libri e fascicoli di ogni tipo.

Negare il valore dell’arretrato alle librerie è snaturare l’essenza stessa del collezionismo, oltre a rendere sempre più difficile per i piccoli editori stampare qualcosa di coraggioso.
Più volte infatti mi sono trovato di fronte all’evidenza di titoli presentati più volte, ordinati, ma mai usciti, perché le fumetterie non se la sentivano di rischiare, visto che già i margini di guadagno sono esigui.

Ogni volta che vado a casa dei miei genitori, dove conservo la gran parte della mia collezione, entro nella mia vecchia camera e sfoglio qualche fumetto, in cerca di quella intimità che solo un libro od un fumetto sanno dare.

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