Andare oltre il commento?
Deve essere a causa del fatto che siamo immersi in un flusso di informazioni simili, tra feed rss e strumenti più o meno diretti di comunicazione: succede che a volte in certi post che leggi ritrovi alcuni tuoi pensieri che da tempo ti girano in testa.
Ho trovato molto interessante il post di Paolo Valdemarin a proposito della ridda di commenti che si è scatenata sul blog del ministro Gentiloni, e soprattutto questo passo:
Il problema che molti di questi blog hanno è che vengono usati come ennesimo podio da cui illustrare (legittimi) punti di vista, ma non partecipano in alcun modo alle conversazioni in corso, non linkano altri blog, non dedicano una minima attenzione alla realtà che li circonda. Di conseguenza non fanno sistema. Di conseguenza, ai fini del valore della blogosfera, sono irrilevanti.
Questa riflessione, insieme al “twit-post” in inglese che ipotizza un passaggio dei commenti su Facebook o Twitter, mi fa tornare in mente quella precedente di Joel Spolsky sui commenti nei blog: sono diventati uno strumento ormai inadeguato? Forse sì.
Il commento nasce come la possibilità per l’utente che visita un blog di lasciare una traccia, fare appunto un commento a quello che è stato scritto.
Il suo grande limite è che quando il numero di commenti cresce, è impossibile seguire la comunicazione, visto che mancano quelle norme, la vecchia netiquette che nelle mailing list serviva a mantenere la discussione on-topic: questa presunta libertà presente nei blog ne diminuisce la forza comunicativa, e anche utilizzando strumenti come Cocommento Co.mments, un post con più di venti commenti diventa ad un certo punto ingestibile, spesso anche in termini di civiltà.
E’ ipotizzabile uno strumento alternativo? O è sufficiente l’affermazione di Dave Winer?
The cool thing about blogs is that while they may be quiet, and it may be hard to find what you’re looking for, at least you can say what you think without being shouted down. This makes it possible for unpopular ideas to be expressed. And if you know history, the most important ideas often are the unpopular ones…. That’s what’s important about blogs, not that people can comment on your ideas. As long as they can start their own blog, there will be no shortage of places to comment
A volte trovo impensabile togliere completamente i commenti, in quanto la conversazione è fatta anche di commenti brevi, di poche battute. Inoltre se capitassi per caso in un blog e mi trovassi di fronte uno o più messaggi che è parte di una conversazione iniziata, mi sentirei abbastanza spaesato, condizione che si potrebbe superare solo andando a leggere la fonte della conversazione.
E’ pensabile sostituire il trackback con un sistema che utilizzi un file OPML che si aggiorni automaticamente ogni volta che un blog aggiunge un pezzo alla nostra discussione, così che sia possibile risalire il fiume della conversazione,indipendentemente dalla piattaforma utilizzata, sia essa un post sul proprio blog, un breve messaggio su Twitter, o qualsiasi altra piattaforma di comunicazione ci inventeremo nei prossimi anni?
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non saprei immaginare un post senza commenti, oppure un blog senza commenti in realtà. Sto cercando di pensare la soluzione tecnica che si possa prendere in considerazione, per farsì che seguire una conversazione non diventi impossibile. La cosa che a tratti mi angoscia è proprio quella di non poter seguire ed apprendere TUTTE le opinioni delle persone che seguono un determinato articolo…e della stessa cosa si parla anche qui da federico : http://www.kurai.eu/321/politica-e-conversazione/