Non solo per le donne (reprise)

Photo by Vidharr - http://www.flickr.com/photos/vidharr/Credo a questo punto di non essermi spiegato correttamente, visti i diversi commenti sull’ultimo post.

Condivido pienamente la necessità di evitare settarismi e divisioni: il Barcamp ha proprio nella sua filosofia fondante il cercare di ridurre al minimo le differenze e stimolare la partecipazione, dal manager di una web agency al geek, al blogger, al semplice abitante della rete.

La questione che avevo posto riguardava un aspetto del Femcamp che mi era parso di intuire dai vari post che ho letto: le parole di Andrea Beggi mi rassicurano che la presenza maschile è stata di supporto e non di “disturbo”.
Sottoscrivo le parole di Elena e Tiziana, per questo mi rendo conto che forse non mi ero decisamente spiegato bene.

Quello che ponevo era una proposta di lavoro di riflessione in gruppi, sul rapporto che le donne hanno con la tecnologia.
Ero curioso di sapere cosa poteva venir fuori da due riflessioni separate, da una parte le donne, dall’altro gli uomini per capire quali differenti visioni della rete e dei suoi strumenti , dell’uso che se ne fa, e soprattutto, se è possibile individuare una impronta “maschile” nel modo in cui viene “creato” quello che compone la rete che conosciamo e se sono questi gli elementi che limitano l’uso della rete da parte delle donne.

Non ho alcun problema se questa riflessione al FemCamp si sia fatta in maniera contestuale: la mia era però semplice curiosità, reminiscenze di studi sulla psicologia dei gruppi.

Il mio spunto sui due momenti separati si riferiva ad un evento come il Femcamp, non certo in senso allargato.

3 pensieri su “Non solo per le donne (reprise)

  1. Io lavoro su internet da sette anni, sono donna, ho una fissa per le tecnologie e me ne sono strafregata del Femcamp così come della cena per le geek. Non mi piace quasto atteggiamento, non lo sento mio, sembra che stiamo facendo qualcosa di particolare, come se in qualche modo ci fossimo accostate a un mondo maschile e tutti ci esaminassero come simpatici animaletti che fanno qualcosa di strano. Io non voglio confrontarmi con le altre donne, semmai mi confronto con le altre persone in generale. Il Femcamp è un ulteriore modo per dire che c’è un problema, che noi donne non ci siamo. Non voglio che nessuno si prenda la briga di parlare per me solo perché faccio parte di questo enorme mondo dell’essere femminile. Che le donne si impegnino piuttosto a farsi il culo per domostrare quanto valgono, che si sa: ci dobbiamo impegnare il quadruplo per essere credibili, ma così va il mondo e non sarà certo un barcamp e quattro foto su flickr a cambiare la situazione. Con tutto che rispetto e ammiro tantissimo le ragazze di bologna di technedonne. Il problema non è la voce femminile nel web, ma il fatto che ancora esistano degli ambienti più maschili che femminili. E questo è anche colpa delle donne, che sono arrivate tardi o non si sono interessate a certi settori per molto tempo.
    Credo anche che ci siano molte ragazze che la pensano come me, e che quel giorno abbiano pensato semplicemente di avere di meglio da fare.
    Tu in questo post parli di “stimolare la partecipazione”, ma quello che non ho capito è quale progetto nasca dal femcamp. Ci vuole una motivazione, un’idea comune di creare qualcosa, altrimenti perché una dovrebbe sentirsi motivata a partecipare? per fare 4 chiacchiere? ogni volta che mi capita di leggere i commenti ad un barcamp ciò che esce fuori più spesso è che non si è combinato nulla di particolare tranne incontrare i soliti noti: l’elenco di chi c’era. fa tanto party anni ’80.
    Mmm… ho monopolizzato il tuo spazio commenti. Avevo deciso di non dire nulla sul femcamp, ma tu mi sei simpatico e ti lascio questo mio punto di vista.

  2. Sono in parte dispiaciuto per questi miei due post per i forti commenti che hanno suscitato.

    A questo punto però non ho capito se la domanda che è stata sollevata dal Femcamp è sentita come reale dalle donne che si occupano o si interessano di tecnologia.

    Mia moglie una volta mi ha detto “mi sento gelosa per quella parte della tua vita di cui non riesco a fare parte..non è che poi mi lasci per una che capisce di quello di cui ti piace parlare?”.
    C’entra qualcosa? Boh..

  3. succede lo stesso a una ragazza geek che sta con un ragazzo che non capisce nulla di hardware, software, internet e affini. Forse è meno comune, ma succede. Per mia esperienza però di solito gli uomini si sentono un po’ piccati se una donna ne sa più di loro in campo informatico, forse perché è una cosa inaspettata. Dunque quello che non comprendo io è se gli uomini vivono questa cosa come un’invasione di campo. O se ho incontrato dei cretini io :) Se tua moglie è realmente interessata perché non cominci a insegnarle qualcosa? Però deve essere mossa da un suo interesse, altrimenti sarebbe come dire che noi donne impariamo di queste cosacce solo allo scopo di comunicare con voi.

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