Afghanistan. L’informazione è finita?
Ho appena visto su RaiClick il video trasmesso dal TG1 dell’esecuzione dell’autista di Mastrogiacomo. Comincio a pensare che l’informazione da quel paese potrebbe essere ormai compromessa.
La trasmissione di questo documento non fa che porre un nuovo tassello a quello che penso dall’inizio di questa vicenda.
Proseguite la lettura se ne avete voglia, sennò fermatevi qui.
In Afghanistan sta per partire una nuova offensiva militare, lo sappiamo già da alcuni mesi.
A chi è servito questo rapimento? Innanzitutto il parlamento italiano ha votato il rifinanziamento della missione italiana, si discute ormai sempre più insistentemente di cambiare le regole di ingaggio. I giornalisti si sentono ancor meno sicuri, minando la loro possibilità di fare informazione vera.
Liberato Mastrogiacomo, ora arriveranno in Afghanistan nuovi mezzi militari per far fronte alle richieste della Nato.
Ad Emergency stanno togliendo la terra da sotto i piedi, con accuse di aver collaborato con i rapitori, con la detenzione del suo collaboratore, con le calunnie che arrivano dai politici italiani.
Matteoli definisce Gino Strada “un uomo che odia gli americani”. Capezzone dice che Strada pensa che “in Afghanistan si stava meglio prima”. (dal TG1 del 11/04 ore 20, non si dica che hanno riportato male quello che hanno detto, poi).
Gli altri politici non dicono nulla per difendere chi è stato l’unico avamposto occidentale che in Afghanistan ha rappresentato qualcosa di buono, che ha curato centinaia di migliaia di persone, che ha costruito con i soldi dei soli sostenitori, ospedali e centri di soccorso, di riabilitazione dalle menomazioni delle mine antiuomo (di orgogliosa fabbricazione italiana).
Non dicono nulla per difendere chi ha permesso di mediare per la liberazione di Mastrogiacomo e di altri sequestrati.
Insomma, in Afghanistan il teatro di guerra è quasi sgombro, pochi saranno i testimoni di quello che avverrà a breve, se qualcosa non avverrà.
Quel filmato va a vantaggio di chi? Dei talebani? Di quella parte dei talebani che vuole dimostrare quanto è forte contro gli occidentali?
Ben sapendo che si trattava di un giornalista quale senso aveva tanto accanimento? Perché poi avrebbero ucciso l’autista e l’interprete e liberato Mastrogiacomo? Per un paio di milioni di dollari? Forse sì, ma perché uccidere l’interprete un giorno prima dell’ultimatum, senza ottenere apparentemente nulla?
Abbiamo forse bisogno di appiattire l’opinione pubblica, per far pensare che Strada ed Emergency sono i veri cattivi? In fondo questa mattina ho letto che il soldato che ha sparato a Calipari ha detto “io ho seguito le regole. Mi rimane il rammarico di aver ucciso un uomo che non ha rispettato gli ordini”. Quindi verrà in Italia per essere giudicato per un errore della vittima.
Qualcuno penserà che si tratta solo dei pensieri di chi vede dietro sempre il complotto. Ma ricordo bene dalla storia che se gli altri sono i cattivi, noi non siamo certamente gli eroi senza macchia e senza paura.
Datemi pure dell’antiamericano. Ditemi però cosa c’è di buono in tutto questo.
Se Emergency se ne andrà dall’Afghanistan sarà un male prima di tutto per tutte quelle persone per cui diciamo di essere lì a portare la pace, mentre in realtà stiamo cercando di fare quello che per anni l’armata sovietica ha provato a fare, senza successo.
Occupare quel pezzo di terra così strategico per gli equilibri di un mondo in via di estinzione.
E ora scusatemi, ma devo andare a scrivere qualcosa di un nuovo servizio web innovativo che cambierà la nostra vita digitale. Quando mandiamo in Afghanistan un cargo di laptop da 100 dollari? Speriamo che poi non li scambino per quelle mine antiuomo di color verde..
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