Fahreneit 451: biblioteche come Blockbuster

«Un libro non è eterno. Se hai 30 metri di scaffalature occupate da libri sui tulipani e solo uno viene preso a prestito, devi liberarti di tutti gli altri. Dobbiamo essere spietati».
Questo è quanto avrebbe detto il direttore delle biblioteche pubbliche di un bel paese americano chiamato Fairfax, vicino Washington.
In pratica con un bel software che analizza i prestiti dei libri hanno calcolato l’indice di lettura e hanno pertanto decretato la messa in magazzino di autori come Hemingway, Aristotele, William Faulkner, Tennessee Williams, Emily Dikinson, Harper Lee: se nessuno li chiede è giusto che facciano spazio sugli scaffali a quello che chiede la gente, autori come Grisham, King, Baldacci (sono dovuto andare a vedere su Wikipedia chi fosse).

Allora, se le catene che vendono libri fanno queste scelte può non initeressarmi. I libri continuo a comprarli in piccole librerie o comunque dove ancora c’è qualcuno che ha letto almeno qualcosa di quello che vende.
Purtroppo il rischio è che a dirigere le biblioteche ci finiscano persone che di libri conoscono solo quelli contabili, e che un giorno anche in Italia qualcuno si svegli e pensi di mettere Leopardi, Montale, Verga o Fogazzaro in un angolo, mettendo sugli scaffali aperti solo bestseller come le barzellette di Totti, i mattoni di Vespa o il nuovo libro di Paris Hilton.

Se succedesse qualcosa di simile, fate come ho fatto io un paio di anni fa: ditegli in faccia che di libri non capisce nulla. Se non altro vi togliete il gusto di farlo.
In fondo in biblioteca non si può limitare l’accesso a nessuno. Almeno per ora
[via Corriere della Sera]

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