Avevo sottovalutato Twitter appena fu presentato: nato dalla mente di Evan Williams, padre di Odeo, è un servizio che permette di rimanere in contatto con i propri amici, segnalando un breve messaggio al servizio che verrà rimandato agli altri.
Si può scrivere il proprio messaggio di 144 caratteri dalla propria pagina di Twitter, dall’istant messenger o da cellulare (qui c’è il costo dell’operatore).

Ora comincio ad essere abbastanza preso da Twitter e ho cominciato a pormi alcune domande su quanti possibili utilizzi ha: la pagina degli utenti ha un feed RSS che ci può aggiornare sui nuovi micropost (come si chiamano??), qualcuno ha pensato pure di farne il claim su Technorati.

Ma cosa ci si scrive?
L’idea iniziale è: io scrivo quello che sto per fare o che sto facendo. I miei amici (o contatti) possono vedere in ogni momento (sia dalla pagina che interrogando il sistema, via IM o SMS) l’ultimo mio messaggio e quanti minuti/ore prima l’ho scritto.
Se ad esempio scrivo “sto andando in biblioteca” un mio amico potrebbe tranquillamente raggiungermi senza necessità di chiamarmi per sapere dove sono (esiste un sistema simile chiamato Dodgeball, acquistato da Google).

Ma oltre a questo istant blog, quali altri utilizzi può avere? Con il proprio gruppo di amici diventa uno strumento divertente per scambiarsi messaggi in una sorta di chat / mailing list (si inviano i messaggi sempre al solito mittente).
Puo diventare un ulteriore strumento per ridurre la nostra attenzione, dopo tanta fatica per limitare l’uso dell’istant messenger, di Skype, il controllare posta e feed? Direi di sì, anche se la brevità dei messaggi rende la distrazione veramente istantanea, a meno che non si voglia cadere nel vortice del botta e risposta.

Sam Sethi l’ha usato per far sapere in diretta che era stato licenziato da Arrington di TechCrunch, per essersi rifiutato di togliere un commento negativo su Loic Le Meur e LeWeb3, conferenza sponsorizzata anche da TechCrunch (e a cui Arrington ha dato buca a chi lo aspettava).
Scoble ha messo Twitter in una sua personale lista di segni che si sta bloggando troppo: al 12° posto c’è un “scrivere su Twitter che sto bloggando”.

Un account di Twitter può essere usato però anche per altri utilizzi: viene creato un feed con i nostri messaggi e quindi si può pensare di usarlo per creare un feed con testo e links, pubblicabile in qualsiasi sito, aggiornabile tramite SMS o IM.
Contro i post fiume come questo si può pensare di mettere su una sorta di blog con Twitter (purtroppo niente commenti!) che potrei ribattezzare Haiku-blog.

Mi fermo qui. Devo scrivere su Twitter che devo scrivere post più brevi.

8 pensieri su “Twitter, my istant drug

  1. Domanda: ma tu dal cellulare riesci? Io ho provato a mandare un SMS al numero scritto sulla pagina di Twitter, ma non e’ mai stato pubblicato.

    Ci sono, tanto per cambiare, dei blocchi da parte di alcuni operatori Italiani, che tu sappia?

  2. Pingback: Twitter » Blublog

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