Riflessioni di un freelance mancato, o no?
Dopo quattro battute in chat con Luca Conti stavo riflettendo sul fatto che per rendere il blogging qualcosa di remunerativo (seriamente, per mantenerci una famiglia,non per quattro spiccioli per pagare l’hosting) ci vuole molto coraggio.
Innanzitutto ci vogliono capacità, tempo per tenersi informato, creare una rete di relazioni importante che possa darti le opportunità di essere dove la discussione si muove: per certi versi la stessa vita di un giornalista, ma non solo.
Il blogger parte da solo, un pò come un giornalista freelance: i contenuti a questo punto diventano fondamentali per riuscire a realizzare qualcosa. Ma come dicevo ci vuole coraggio per mettere buona parte di sé in gioco.
Apprezzo personalmente come Luca sia riuscito da solo a diventare una voce autorevole del cortile dei blog italiani e non solo: la capacità di non lasciare intentata alcuna strada (autore per digitalk, Nova24, e ora l’editoria con RGB), quasi sempre presente agli appuntamenti italiani e ad alcuni oltre frontiera, lungimirante su servizi come Feedburner, Pando, Fon e altri.
Boh, ero partito con una riflessione personale e sono finito a fare i complimenti a Luca..sarà la febbre.
La mia esperienza con Downloadblog è molto interessante ma anche dopo oltre un anno faccio ancora fatica ad esprimermi completamente come se fosse casa mia: si chiama solo responsabilità? Non lo so, a volte fatico a prendere posizioni decise su alcuni argomenti, ho come uno strano timore che alcune posizioni possano essere di rottura, ma è forse quello che dovrei fare, visto che quando ho espresso alcune posizioni personali la discussione è stata più interessante.
Io in questo momento ho un lavoro precario ma soprattutto ho una famiglia da mantenere e la situazione si fà diversa: in pratica anni fa avrei buttato quasi tutto alle spalle per provarci, mentre ora il tutto si fa più difficile.
Se a gennaio mi ritrovassi senza contratto dovrei sondare tante piccole possibilità ma il blogging non basterebbe per pagare un affitto.
Come dico ai ragazzi che suonano con me, speriamo di non avere successo perchè sennò dovremo dire di no il 70% delle volte: tra me, un chirurgo, un direttore commerciale di una azienda e uno che lavora nell’albergo di famiglia riuscire a combinare gli impegni è sempre difficile. E siamo solo in quattro!
Nulla però vieta come sto facendo in questi anni di assumere diversi piccoli impegni che in una giornata, assieme agli impegni familiari, riempiono la giornata, fino alle tarde ore della notte.
E alla mattina alle 6.30 si riparte.
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