Letture terapeutiche

la ragazza delle aranceQuesto inizio d’autunno ho fatto una scelta dolorosa, cancellando quasi tutti gli abbonamenti a fumetti che seguivo da anni ma che nell’ultimo anno e mezzo ho praticamente acquistato e lasciato in uno scatolone, in attesa di tempo per leggerli che non riuscivo più ad avere.

Questa scelta è stata determinata anche dal fatto che ormai sono talmente tante le fonti che leggo da dover fare delle scelte: ogni giorno la lettura dei mei feed, mi occupa un pò del tempo che passo davanti al pc (escluse le ore di lavoro).
Inoltre mi è tornata in questi mesi una voglia irrefrenabile di leggere libri: la semplice parola scritta su pagine tenute assieme in una copertina, rigida o più spesso di cartoncino, surclassa ampiamente la visione di film.

Una lettura che cerco di fare come terapia contro la “lettura scanner”, imparata all’università: leggere sentendo una voce che recita quello che leggi, con le sue pause, le intonazioni..
Così capita a “fagiuolo” l’ultimo post di Kikko sulla lettura terapeutica: ora che ci penso dei libri di Pennac non ne possiedo neanche uno, visto che li lessi nei miei periodi di assiduo peregrinare nelle biblioteche.
Ieri sera invece buttando uno sguardo nella mia piccola biblioteca, ormai fusa con quella di Monica, ho iniziato un nuovo libro: dopo aver letto con molto piacere “La ragazza delle arance” di Jostein Gaardner , ho iniziato Senza sangue di Baricco, comprato da Monica un anno fa.
La prima parte del romanzo di Gaardner è molto avvincente, in grado di coinvolgerti in questa ricerca della sfuggente ragazza delle arance. La seconda parte è invece più intimista, una riflessione sulla vita che per fortuna non sfocia in un “volemose bene” o “viva la vita” di stampo newage.
Insomma una lettura piacevole che scivola via molto dolcemente.

Per ora il libro di Baricco mi sembra interessante: chissà se è stato influenzato da “Io non ho paura” di Ammaniti. Lo ammetterebbe mai?

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Comments

HI Cris, grazie per il Track (o è il ping?! Mi spiegherai…). Mi ero disamorato di Baricco dopo alcune sue ultime prove, Senza Sangue non lo ricordo bene, ma poi mi sono imbattuto in “Questa storia” e, pur con tutto quello che si può dire e dicono di lui, l’ho adorato di nuovo. Per Pennac, se ce la fai riprendilo, ma non seguire il filo delle edizioni, la Feltrinelli ha invertito l’ordine tra il secondo e il terzo. Mi sa che può servire leggerlo, Valium a parte, la Banlieu parigina è di nuovo in fiamme. Ciao

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