In nome dell’amore
Sul Corriere viene segnalato il nuovo libro di Melissa P., “in nome dell’amore” che inizia con una lettera a Ruini: nell’articolo c’è una frase molto lucida sulla questione dell’aborto di questa scrittrice di cui ho sentito parlare molto ma che non ho mai letto:
«Non vorrei fare la giovinastra arrogante, ma stiamo sempre parlando di
persone ultracinquantenni, che la loro vita l’hanno già vissuta e chi
se ne frega se poi le cose cambiano. Credo che avere 20 anni sia molto
diverso da averne cinquanta, quando hai realizzato la maggior parte dei
tuoi progetti: hai avuto dei figli, naturalmente o con la fecondazione
artificiale, o li hai adottati. Io mi sento minacciata, perché non so
se un giorno avrò la stessa libertà di scegliere».
Questo mi fa pensare a quando ho fatto i banchetti per la raccolta firme per il referendum sulla fecondazione assistita: in quel caso le risposte peggiori le ho sentite da ragazze giovani che dicevano “a me che mi frega..io non ne ho mica bisogno”.
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