Articolo #102

Rileggevo dopo qualche giorno alcuni commenti al post di Luca Lizzeri su Wikilab e ripensavo alla discussione che ho avuto con un’amico oggi.

Parlando di internet e blog mi ha detto: “ma perchè sul tuo blog non scrivi mai di quello che fai?”

Inizialmente partendo con questa nuova incarnazione di questo blog mi ero ripromesso di lasciare un aspetto della mia vita fuori (a voi la dura ricerca sulla rete delle precedenti sia in forma html, poi usando php nuke e derivati, e poi su blogger..).

Questo aspetto è la politica: in parte perchè era un periodo difficile, di eterne discussioni serali, magari dopo un pomeriggio tra commissioni e consigli, di riunioni dove il mio fegato soffriva, dove quella cosa che io chiamavo politica doveva confrontarsi con quella che “gli altri” chiamavano politica.
E allora la decisione di lasciare questo aspetto lontano dalla mia casa nel web, per non doverne discutere anche qui.

Ancora ora trovo difficile rapportarmi con la “politica reale”, dove bisognerebbe affrontare compromessi per ottenere qualcos’altro (chiaramente non per sè, intendiamoci); mi ci scontro ogni settimana e solo grazie ad una testa dura e una elevata resistenza al mal di stomaco sopperisco alla mancanza di esperienza e al desiderio di mandare tutti a cagare.

Ho accettato di candidarmi nel 2004 un pò perchè mi dissero che non c’era possibilità di essere eletti e poi per tanti altri motivi di “piccola politica interna di partito” (che cazzate..).
Sono stato eletto e ora rappresento una parte della mia provincia qua nel Riminese.
Quando decisi di fare la tessera del PRC mai mi sarebbe venuto in mente di candidarmi: la mia “formazione politica” non è quella dei quadri del PCI, nè quella di qualsiasi formazione giovanile di partito.
Letture, film, musiche, la vita dei miei nonni e dei miei genitori, le persone che ho conosciuto e con cui ho condiviso esperienze estremamente diverse mi hanno formato e mi hanno portato a compiere scelte, azioni, decisioni.

Così per caso ho incontrato lungo una serie di attività i compagni di Rifondazione di Cattolica, prima di tutto persone con cui ho condiviso percorsi che hanno fatto sì che nel 2000 decidessi di entrarne a far parte: una ufficializzazione che servì più a me che a loro in quanto non c’era differenza tra chi partecipava a quelle chiacchierate serali al Mondial Bar con una tessera in tasca e con solo una birra in mano.

Mi trovo ora in una posizione difficile: siedo in un consiglio provinciale (notare che è scritto in minuscolo) nei banchi della maggioranza, ma voto contrario ogni volta che questa amministrazione di centro-centrosinistra (un pò destra) propone qualcosa che non mi convince (praticamente quasi tutti i voti importanti).

Non passa occasione per ricordare ai vertici del mio partito che il nostro posto è dall’altra parte, ogni volta che le decisioni prese sono le stesse che proporrebbero gli avversari se fossero loro a governare.
A volte mi rendo conto però che essere qui nella maggioranza serve a spostare un’equilibrio e a rendere meno ricattabili altre piccole forze della maggioranza su decisioni importanti come il piano dei rifiuti.

Ora che ho scritto tutte queste cose e le rileggo penso che forse quel tasto delete serve a qualcosa..

Ora non rompetemi..per quei due soldi che prendo (uno, la metà la dò al partito) devo leggermi 300 pagine di bilancio per cercare se c’è il modo di tagliare da qualche parte per mettere soldi sulla raccolta differenziata, sugli asili (pubblici !!), sui servizi per giovani e anziani, sulla cassa per i lavoratori della provincia che perdono il posto di lavoro a causa di chi cerca di guadagnare di più vendendo il terreno della fabbrica per far costruire case.

Dimenticavo di scrivere una cosa: se riuscirò ad arrivare in fondo a questi cinque anni (ormai ne mancano tre e mezzo) di certo non mi ricandiderò.
Credo ancora che la politica vera si fa in mezzo alla gente, con le persone: purtroppo dentro il palazzo c’è troppa gente che fa solo i propri interessi oltre a quelli di una parte molto,molto piccola della cittadinanza.

E mi fermo qui. Dov’è il tasto delete? Ah, ecco.

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