CommonStreaming e internet sui massmedia

Oggi pomeriggio riflettendo sulla proposta di Marco Montemagno sul blog di Pianeta Internet di fare una “tavola hi-tech” per discutere su come costruire la scaletta della trasmissione ho avuto due pensieri che ora cercherò di sviluppare.
Il primo è un sistema per lo streaming condiviso (un sistema che non so se esiste o se qualcuno ha mai pensato di realizzare). L’altro è la presenza di internet e delle nuove tecnologie come argomento sui massmedia.

Allora iniziamo.

Oggi l’argomento sulla bocca di molti che l’hanno scoperto solo ora che Apple lo ha integrato sul suo iTunes è il Podcasting: una tecnologia per distribuire contenuti audio e video grazie alla sincronizzazione possibile tramite i feed rss. E’ possibile con il Podcasting creare una sorta di radio o tv in differita (anche di pochissimi minuti).
Uno dei limiti iniziali è quello della banda disponibile per il download: se si crea un podcast molto popolare occorrerà spendere tanti bei soldini per permettere una velocità decente agli utenti che vogliono appunto scaricarlo; è arrivato così in soccorso BitTorrent che permette di alleviare il primo distributore dei picchi di scarico iniziale che avvengono soprattutto perchè tramite gli aggregatori di feed lo scaricamento è praticamente immediato appena il contenuto è reso disponibile.
Lo streaming invece permette anche la diretta di una eventuale trasmissione audio (o anche video, i problemi semplicemente aumentano): anche qui il problema della banda limita le possibilità, cioè se abbiamo più di due persone che ascoltano la nostra trasmissione avremo bisogno di acquistare dal nostro provider una capacità di upload maggiore (e costa parecchio!).
Ragionavo sulla proposta di Montemagno di fare dei meeting su skype per discutere della scaletta della sua trasmissione: come superare il limite di cinque utenti e permettere a tutti di partecipare in qualche modo?
Occorrerebbe, ecco qui l’idea, un sistema per realizzare uno streaming che si propaga attraverso chi lo riceve: per esempio A,B,C,D realizzano un meeting su skype, discutendo tra di loro e seguendo una chat a cui partecipano tutti, e A,B,C,D possono usare i commenti che vengono dalla chat nella loro discussione. Chi segue lo streaming non solo utilizza la propria capacità di download ma mette a disposizione la propria capacità di upload in un rapporto 1:1 con un’altro utente.
In questo modo è possibile realizzare uno streaming a catena senza appesantire il realizzatore della trasmissione che non ha bisogno di costi esagerati per le infrastrutture: se un anello della catena viene a mancare, il suo posto verrà occupato da chi scaricava da lui (il protocollo dovrebbe essere a conoscenza dei vari punti della catena per evitare dei “buchi” nello streaming).
La mia domanda è: ma esiste già un sistema simile? e soprattutto è vantaggioso?
Naturalmente chi dovesse leggere questo post e sia in grado, diversamente da me, di realizzare questa tecnologia, dovrebbe far sì che sia gratuita, nello spirito delle Creative Commons, per permettere a tutti di fare comunicazione a bassissimo costo.

Il secondo punto che volevo affrontare è la presenza di internet e delle nuove tecnologie informatiche sui mass media: sui quotidiani se ne parla solo se si tratta di pirateria, mentre la televisione è troppo tv-centrica, si parla addosso non rendendosi conto che la rete non è in grado di sostituirla come media solo perchè permette una visione passiva, che va bene a chi non sa usare un pc.
Ci aveva provato la Rai con MediaMente a fare una trasmissione su internet e l’informatica (ricordo il periodo della “guerra” dei browser”, della scoperta di internet e delle sue potenzialità ancora primordiali ma già tanto affascinanti), con interviste interessanti e approfondimenti e rubriche di alfabetizzazione informatica, con linguaggi molto semplici, sfruttando il concetto nato in quel periodo di multimedialità.
Dopo il grande Massarini la televisione si è dimenticata di una grande fetta di telespettatori che erano interessati a quel settore, lasciandoli soli nella propria navigazione web e nella ricerca di contenuti.
Oggi forse non ne abbiamo più bisogno: grazie alla banda larga possiamo guardarci interviste in video, filmati, leggere una quantità infinita di notizie.
Eppure l’interesse che sta suscitando una trasmissione come Pianeta Internet mi fa pensare che una striscia quotidiana o una puntata più lunga avrebbe molto seguito (consideriamo poi che per vedere Pianeta Internet occorre la parabola).
Aprendo un giornale mi farebbe molto piacere se ci fosse scritta anche qualche notizia sulla rete, qualche intervista. Una piccola trasmissione che si occupi di informatica: in fondo una grande percentuale di persone ha a che fare con i computer ogni giorno.
Chiedo troppo o dobbiamo lasciare questi media al loro destino?

Devo fare una correzione: una striscia quotidiana su internet e nuove tecnologie c’è: si tratta di 2024, trasmissione radio di Radio24, in onda ogni giorno alle 14 (non va in onda nel periodo estivo) a cura di Enrico Pagliarini. Trasmissione che è possibile ascoltare anche in formato RealAudio dal sito di Radio24, dove è possibile trovare gli archivi delle trasmissioni precedenti.

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